Il Tabellino

TERNANA - ASCOLI 0-1

TERNANA (4-3-1-2): Aresti; Zanon, Masi, Valjent, Di Noia; Petriccione, Palumbo (41' st Dugandzic), Defendi; Falletti (35' st Battista); Avenatti, Palombi (25' st Di Livio). A disposizione: Di Gennaro, Meccariello, Contini, Germoni, Bacinovic, Coppola. Allenatore: Carbone.

ASCOLI (4-4-2): Lanni; Almici, Augustyn, Mengoni, Felicioli; Orsolini, Carpani (37' st Addae), Cassata, Gatto (25' st De Angelis); Favilli (38' st Perez), Cacia. A disposizione: Ragni, Gigliotti, Cinaglia, Mignanelli, Jaadi, Paolini. Allenatore: Aglietti.

ARBITRO: Mainardi di Bergamo (assistenti Oliveri e Rocca)

RETI: 12' st Favilli

Leggendo quanto segue qualcuno dirà che è facile abbandonare la nave che affonda. Poco male, visto che c'è chi ha etichettato come "cortigiani" o peggio ancora "prezzolati" giudizi moderatamente ottimisti dopo la mini serie positiva di quattro partite consecutive (contro Entella, Frosinone, Carpi e Brescia).

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La fine del girone di andata autorizza e legittima qualsivoglia bilancio, seppure a metà, che sia anche aspro e severo. La mini serie di quattro risultati utili è andata in fumo con i ko contro Vicenza, Spal e Ascoli. I 20 punti in classifica con cui la Ternana di Benny Carbone gira la boa di prima metà del campionato sarebbero già una spiegazione più che sufficente al perchè del titolo. Perchè obbligano la Ternana a una clamorosa, e improbabile in queste condizioni, rimonta nella seconda parte di campionato per non sprofondare in Lega Pro: serviranno almeno 26-28 punti per sfangarla anche quest'anno. E le premesse non ci sono affatto.

L'allenatore avrà l'appoggio della società ma solo con quello, senza l'intero spogliatoio, non si va da nessuna parte. L'impressione è che la contestazione di lunedì abbia lasciato strascichi perchè ha mostrato alla squadra un allenatore nervoso, incapace di gestire le critiche e le contestazioni (oltre a qualche scomoda domanda in conferenza stampa). E se una squadra percepisce la mancanza di polso del suo allenatore non c'è rimedio che tenga. Questa testata, nell'onestà e nell'umiltà che da sempre la contraddistingue, ha sempre scelto di criticare ed elogiare a seconda dei casi senza preconcetti. A volte anche sbagliando, come quando ha applaudito la scelta di Panucci che aveva in effetti riportato entusiasmo. Sbagliammo, perchè Panucci in una società con a capo Longarini era una miccia pronta ad esplodere. E infatti così è stato.

Abbiamo poi criticato la scelta di mandarlo via. Sbagliammo anche lì, perchè era obiettivamente inevitabile a quel punto, dopo le dichiarazioni rilasciate dall'ex tecnico dopo la partita di Coppa Italia col Pordeonone. Abbiamo criticato la scelta di Carbone per la sua inesperienza e soprattutto per il doppio ruolo di allenatore e ds di cui è stato investito. Salvo poi sottolineare positivamente l'entusiasmo del mister e il gioco arioso e sfrontato che stava dando alla squadra. Con la stessa modesta onestà intellettuale ci sentiamo di dire che la mini serie positiva di quattro partite ha portato rilassamento e presunzione anzichè certezze.

Ci sentiamo anche di chiedere il senso di un Coppola in panchina (anzichè Surraco o Sernicola, ad esempio) seppure il giocatore sia indisponibile fino a gennaio. E come mai la fascia di capitano è stata tolta a Meccariello e data a Zanon. Senza voler buttare la croce sul terzino per l'episodio del rigore contro il Vicenza e per l'espulsione contro l'Ascoli, e senza colpevolizzare Coppola (non è una scelta sua andare in panchina, ma di Carbone) ci chiediamo - legittimamente o no lo dovrà decidere chi legge - se Carbone non abbia commesso l'errore di affidarsi troppo, e troppo tardi, a due uomini forti dello spogliatoio.

E a questo punto ci sentiamo di chiedere come mai dei leader dello spogliatoio dello scorso campionato non sia rimasto uno come Mazzoni che non sarà stato un mostro di simpatia, ma lo scorso anno si caricò sulle spalle il gruppo dopo il ko nel derby di andata col Perugia. Ceravolo è stato lasciato libero per motivi di ingaggio e su questo non abbiamo nulla da dire, perchè è una legittima scelta di budget. Ma da che mondo e mondo le nozze coi fichi secchi non si fanno. E la responsabilità, oltre che di Carbone, è di chi l'ha scelto. Di nessun altro. Come sempre, saremo più che lieti a maggio di essere smentiti.

Buon Anno a tutti.

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