La conferenza stampa pre-partita di Sandro Pochesci si apre con il ricordo di Simone Sinico, ex allievi nazionali nella Ternana, scomparso la scorsa notte nel sonno a soli 20 anni, a portare le condoglianze alla famiglia del ragazzo è l'addetto stampa della Ternana, Lorenzo Modestino.

Poi comincia la conferenza stampa di Sandro Pochesci, un fiume in piena come nei giorni migliori: "Ci sono scienziati che scrivono sul giornalino della parrocchia che se perdo oggi, e se perdo domani...ma io non ci posso pensare a questo, io voglio vivere e voglio vincere. Sappiamo delle difficoltà che abbiamo, non serve che ce lo ricordi lo scienziato di turno sul giornalino della parrocchia. Fate i bravi, voglio bene a tutti ma se scrivete cazzate comincio a tagliare le teste. Se volete andare in campo voi, andate a Coverciano".

La captatio benevolentiae alla piazza è servita: "Non posso pensare che all'orizzonte c'è la morte, non è questa l'aria per andare in paradiso. Mi piace sentire l'entusiasmo della gente che girando per strada ci abbraccia. Ancora non ci mena nessuno, quando ci meneranno vorrà dire che non avremo più la fame. Quando giro per Terni e la gente mi dice 'non ti arrendere', quello mi dà la forza per andare avanti. Lo sappiamo anche noi che ci giochiamo qualcosa di importante, lo scienziato che scrive cazzate non si gioca niente. Se fallisco qui, una piazza così importante e meravigliosa non la ritrovo più. Se mi dicessero 'salvi la Ternana e poi te ne vai' lo farei".

Dopo la piazza, si passa alla società: "Ci sta vicino, il Presidente sta qui a Terni per la Ternana e sta lavorando in tutto e per tutto. Il nostro patron mi chiama tre volte al giorno, anche ieri sera quando giocava l'Italia. Nel 2013 gli parlavo di calcio e si sentiva male, oggi è diventato un ultras, ha passione. Grazie a questa città gli abbiamo dato passione, a Fondi era venuto una volta per sbaglio. Andiamo in Svezia con una squadra di profughi e ci menano. Rischiamo di uscire da questo Mondiale perchè abbiamo giocato con la paura. Siamo una squadra di pariolini, perdiamo tutti se usciamo dal Mondiale. Ecco il risultato di aver portato troppi stranieri nel nostro campionato, anche nei settori giovanili. Quando giochi con la paura ti fai autogol, mentre Gentile marcava Maradona e Zico strappandogli la maglietta. Oggi con il naso rotto ci escono i nostri difensori".

Domani ci sarebbe anche una partita da giocare: "Il Novara è una squadra giovane e da trasferta, che si chiude. Fuori casa il Novara ha fatto 11 punti su 17, ha battuto il Palermo ed è una delle migliori squadre in trasferta. In corso di partita sono capaci di cambiare modulo e atteggiamento. Hanno una società importante e un grande allenatore, sarà una partita difficile. Dobbiamo vincere e per vincere bisogna attaccare, ma bisogna farlo con il cervello. Non ci siamo mai accontentati, in 13 partite abbiamo sempre cercato di vincere, poi ci sono gli errori e magari un po' di sfortuna. Abbiamo fatto 9 risultati utili, con i 2 punti a vittoria saremmo più in alto in classifica. Ce la siamo giocata sempre alla pari, non siamo quella squadra materasso che tutti pensavano all'inizio. Ci manca la vittoria perchè il calcio è fatto di step e ancora la Ternana evidentemente non è pronta. Mi dispiace che questa squadra non ha raccolto quanto meritava, ma nel calcio esiste un dio. Nella mia vita ho qualche dubbio che sia esistito. Ringrazio il dio del calcio per l'opportunità che ho avuto e se non ci riesco io, prego dio che arrivi qualcun altro a portare la Ternana in Serie A. Per me esiste la Ternana, punto. Arriveremo all'università quando vinceremo 3 partite di fila".

Formazione fatta per dieci undicesimi: "Dubbi non ci sono, la formazione l'ho fatta dopo Cittadella. Abbiamo fatto un errore e abbiamo lavorato sui calci piazzati per correggerlo. Anche se sui calci piazzati abbiamo preso solo 3 gol, non 14 come ha scritto qualche scienziato. Non scrivete cazzate: se volete andare in campo, andate a Coverciano. Montalto e Albadoro sono convocati, potrebbero giocare insieme o fare una staffetta. Tanto Albadoro si è già arrabbiato per la sostituzione, succede come in ogni famiglia. Io metto le regole, poi il gruppo decide. Io sono per costruire, non per distruggere".

Immancabile la chiosa: "Fatemi andare a pranzo, saluto tutti tranne uno..."

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