Cinque punti separano la Ternana Unicusano dai playout e dalla salvezza e davanti ci sono ancora 17 partite. Stefano Bandecchi parte da qui nell'attesa conferenza stampa che comincia con mezzora di ritardo rispetto alla tabella di marcia perchè il patron si ferma a parlare con un gruppo di tifosi che lo accoglie all'ingresso del Liberati. "Le correzioni, seppur tardive, ci sono state" comincia Bandecchi che poi passa ad analizzare la partita con la Virtus Entella: "E' innegabile che la squadra sia stata più corta e compatta, si è comportata meglio. Ha avuto sfortuna, 5 pali e un gol annullato. Ho fatto degli errori bisogna ammettelo".

Il clamoroso retroscena: "In estate avevo deciso di affidare la prima squadra a Mariani e la Primavera a Pochesci. Poi ho deciso di fare il contrario dopo aver parlato con Pochesci. Mariani se ne andò da Fondi per divergenze con Ranucci e io gli dissi che sbagliava. Poi i due si sono chiariti e per me è stato un buon segno. Ad oggi non c'è nessun complotto strano. Per me è una grande sconfitta che Pochesci non sia riuscito a ottenere quei 7-8 punti in più per gol presi nel recupero. Ma non facciamo processi a Mariani, le critiche nei suoi confronti mi sembrano artefatte. Qualcuno ignora quello che sta facendo e non è un neofita. Il modo di parlare con i ragazzi non è di uno che non capisce di calcio".

Si scuserà più volte Bandecchi per gli errori commessi da luglio in avanti e darà anche rassicurazioni rispetto al suo impegno economico, alla bontà della scelta di Mariani e chiarirà il discorso legato alla pubblicità del marchio Unicusano anche in caso di retrocessione in Serie C. Ma la storia ovviamente comincia da lontano, si parte dai famosi pareggi di Salerno e Cremona con Pochesci in panchina: "Mi ero innervosito dopo alcuni pareggi dell'andata perchè prendevamo troppi gol come a Cremona e Salerno. Mi dicono che Mariani ha poca esperienza ma è un ex calciatore ed ha lavorato con Simoni, per me ha esperienza e l'anima di Mariani entrerà completamente nella squadra".

Gli errori del patron: "Ho aspettato troppo. Ho sottovalutato la Serie B? Devo andare a zig zag nel rispondere a questa domanda. Quando siamo arrivati eravamo consapevoli della grande responsabilità che avevamo in una piazza come questa. Abbiamo commesso degli errori, il più grave è stato di chi gestiva determinate situazioni e doveva creare delle dinamiche di squadra. Ma sono stato superficiale nel ragionare col cuore per la prima volta in vita mia e ho sbagliato. Spero che nelle prossime 17 partite ragionierò con la testa".

Le colpe e lo 'scaricabarile': "La responsabilità è solo mia, non è di Pochesci. Sandro è un grande allenatore ma deve aggiustare alcune cose. Soprattutto deve perdere meno tempo a parlare coi giornalisti, gliel'ho fatto mettere per scritto nel contratto. Ma detto questo, la colpa è soltanto la mia e non di Pochesci. Ho già detto che mi assumo le mie responsabilità, forse anche Pochesci si è lasciato prendere la mano dal palcoscenico. Anche io ho un carattere focoso e mi scaldo per certe cose".

Le scuse del patron alla città e ai tifosi: "Ho sempre le stesse idee di quando sono arrivato. E cioè che abbiamo l'ambizione di portare la Ternana in Serie A ma chiedo scusa a tutti quelli che hanno capito che noi sicuramente avremmo ottenuto questo risultato. E' difficile dire che si vince sicuramente quando di mezzo c'è una palla tonda che può prendere 5 pali. Le scelte ad oggi sono sbagliate ma le rivendico. I giocatori non sono sbagliati, compresi quelli venuti da Fondi. Non capisco perchè Tiscione sia stato ceduto quando ero in Russia. Però voglio dire che il mercato di gennaio è stato fatto seguendo i suggerimenti dell'allenatore. E' stato un mercato demenziale e mi assumo le responsabilità delle mie scelte".

I calciatori e la qualità della rosa: "Montalto ha fatto 13 gol, Carretta è cercato da tutti. Valjent è un giocatore da Serie A, Plizzari è il futuro della Nazionale. Defendi è un signor giocatore. Non abbiamo una cattiva squadra, ma prendevamo troppi gol segno che la difesa forse non aveva schemi validi mentre il centrocampo è fantastico in attacco e meno efficace in difesa. Le promesse che ho fatto? Chiedo scusa, ma oggi devo salvarmi dalla Serie C e nella mia testa continuo a sognare di andare in Serie A. Partecipare tanto per partecipare non mi importa. Ho fatto una promessa che ad oggi non sono riuscito a mantenere, chiedo scusa. Ma ho parlato di ambizione e di impegnarmi al massimo".

Sull'acceso incontro di martedì scorso tra giocatori e un gruppo di tifosi: "Alcuni giocatori sono stati apostrofati davanti a un locale cittadino. Vorrei dire di lasciare stare i giocatori, picchiassero me piuttosto. I problemi non si risolvono con le mani. Alcuni giocatori dello scorso anno non sono rimasti perchè erano terrorizzati a girare per la città. Quello che doveva essere il nostro capitano se ne voleva andare nonostante l'avessimo promosso capitano per farlo rimanere".

L'esposto alla Polizia Postale per i messaggi minatori su Facebook: "L'esposto non è stato fatto, ho bloccato l'avvocato. Ho visto nomi e cognomi di chi scriveva quei messaggi. Non voglio mettere nei guai qualcuno che nell'impeto ha scritto qualcosa di sbagliato. Rivedendo con più serenità, non poteva scoppiare un casino per questo".

L'incontro con il club Rocca Rossoverde: "Ho parlato una settimana fa con loro e confermo che ci siamo messi a cercare tra gli svincolati. Abbiamo fatto due proposte e su una abbiamo ricevuto un no secco (da parte di Paletta, ndr). Resto convinto che le squadre debbano essere composte da giocatori italiani ma ho detto di cercare anche giocatori stranieri. Anche su questo punto qui si è creata una leggenda intorno a me. Continueremo fino al 28 febbraio a cercare calciatori che possano aiutarci a risollevarci, ci separano da quella data ancora due partite e non ci voglio nemmeno pensare che avremo due risultati negativi. Voglio pensare che saranno le partite della svolta, vedo i ragazzi vogliosi di fare risultato e loro per primi non si sarebbero aspettati quel risultato contro la Virtus Entella. Se la cura Mariani non dovesse fare effetto gli domanderò come mai".

Le contestazioni e il nome Unicusano: "Che succede se retrocediamo? Alcuni tifosi mi hanno detto "vattene", hanno fatto anche delle scritte nella nuova sede che ho chiesto di non togliere. Ma se è questo il problema lascio le chiavi della società e nemmeno un euro di debito, se qualcuno è disposto a prenderla a fine mese. Penso che avere un Bandecchi nel mondo del calcio non sia una iattura. Sono venuto disarmato nonostante abbia il porto d'armi quindi sono tranquillo, ma se una palla tonda deve diventare una rissa è un problema. Due mesi prima di iniziare la trattativa per prendere la Ternana abbiamo fatto un sondaggio per capire se sarebbe stato un problema cambiare nome, oggi questo mi viene rinfacciato. Ma se restiamo in Serie B sono pronto a cambiare nome tornando semplicemente a "Ternana" facendo rimanere solo come sponsor sulle maglie il marchio Unicusano. Se questo dovesse essere il sigillo di pace in caso di salvezza sono disposto a farlo. Del resto io la chiamo Ternana ed i nostri colori sono rossoverdi. Se retrocede sono disponibile a dare il mio massimo impegno per tornare in Serie B. Ma rispettosamente dico che se la piazza non mi vuole devo fare un passo indietro. Non cambierei nome in Serie C in Unicusano Ternana perchè sarei solo un pazzo e un paraculo".

Ipotesi di un ritorno di Pochesci? "Non ci potrebbe essere finchè sarò un vita il ritorno di Pochesci, sarebbe ridicolo. Ci troveremmo con le stesse problematiche dell'inizio. Il campionato di Serie B si vince difendendosi mentre la mentalità di Pochesci è offensiva. Mariani non è una scommessa al 100% anche se ogni scelta in fondo lo è. Non ho la sfera magica e ora devo pesare le parole. Anche dopo aver speso 6 milioni di euro continuo ad avere le stesse ambizioni. Se per strada mi picchiano io mi rialzo, e così sarà. Devo dare uno scopo a questa cifra perchè se pensate che abbia pensato solo alla pubblicità, avrei preferito chiamarla solo Ternana. Perchè all'ultimo posto la pubblicità Unicusano è solo negativa".

Il messaggio di Longarini e i soldi spesi: "Ho ricevuto ieri un messaggio da Longarini che diceva 'lei non ha bisogno di miei suggerimenti, ma se non prendeva la Ternana dando le adeguate garanzie, il titolo sportivo sarebbe andato perso' e mi fa piacere leggerlo. Mi dicono morto di fame e pagliaccetto. Mio padre era camionista ma ho sempre mangiato. Oggi pago 6 milioni di tasse e questa società non ha un euro di debito. Ci sono i soldi per sistemare lo stadio, per pagare l'iscrizione al campionato, per pagare squadra e tutta la società. Se vogliamo dire che bandecchi è venuto a fare lo scemo va bene. Ma quando dovrò spiegare al mio cda che ho speso 6 milioni per essere ultimo farò la figura dello scemo".

Voci di difficoltà anche nel settore universitario? "Stiamo costruendo altri ettari nel campus, siamo l'unica università che si regge solo con le rette degli studenti senza aiuti statali. Da questo punto di vista non prendiamo lezioni da nessuno. Diamo da lavorare 850 persone, paghiamo tutti i mesi. Mi sta bene se scrivete che abbiamo speso male i nostri soldi, ma altra cosa è dire che abbiamo il braccino corto. Se non cadeva la Giunta eravamo disposti anche ad investire sullo stadio".

Si torna a parlare di soldi. Pochesci aveva chiesto Piazza e Bocalon che non sono arrivati per una forbice di 55.000 euro? "Questa è una cazzata grossa come il mondo. Quello che è stato chiesto è arrivato. Che io abbia voluto fare il morto di fame me l'hanno già detto. C'è chi alza la mattina e spara cazzate, io le cose le dico come stanno. Nella mia azienda c'è solo bianco, non c'è nero. Squadre davanti a noi di 3 punti hanno speso 20 milioni, che li hanno spesi a fare? Quando abbiamo trattato abbiamo messo i conti sul tavolo. Se un calciatore ci chiede 200.000 euro che poi diventano il doppio delle tasse, è legittimo trattare per pagare meno possibile. Venite nella mia sede Unicusano e capirete come si fanno le cose. Ma dire che Babbo Natale non è venuto per 55.000 euro è una stronzata. Spendere soldi per me significa guadagnare soldi".

I ragazzi dell'Asd Fondi con le maglie rossoverdi: "Sono una squadra giovanile locale che niente ha a che vedere col Fondi. E' la squadra dell'onorevole Fazzone di cui sono sponsor e giocano con le nostre maglie. Abbiamo un'altra convenzione con una squadra che è di Subiaco e ne faremo anche altre. Il mio intento è creare un settore giovanile".

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