Dopo il Bari e il Cesena (senza contare il Foggia che è stato penalizzato di 15 punti da scontare nel prossimo campionato) anche l'Avellino si trova in una situazione quantomeno confusa. Lo scorso 21 giugno, ai microfoni di Sport Channel 214, il presidente Walter Taccone aveva fatto il punto sui problemi economici che attanagliavano il club in merito all'iscrizione che sarebbe costata non meno di 2,2 milioni di euro tra fideiussione, stipendi e contributi. "Sarà il mio ultimo atto d'amore per l'Avellino" disse Taccone che non avrebbe comunque garantito la sua presenza durante la stagione. Nel frattempo (29 giugno) sono uscite le dichiarazioni rese da Giulio Gravina al procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, che indaga sull'Avellino. L’ad dell’istituto di vigilanza privata Italpol, che nei mesi passati doveva rilevare la proprietà dell’U.S. Avellino 1912, si era poi tirato indietro parlando di "situazione finanziaria dell'Avellino delicata". Come riporta Ottopagine.it, nell’inchiesta ci sono al momento cinque persone indagate, nei confronti delle quali sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di emissione e di utilizzo di fatture inesistenti. Fra di loro figurano anche fornitori della società biancoverde. E puntuale è arrivata la risposta di Taccone: "Non esiste alcuna difficoltà all'iscrizione al campionato in quanto sono stati adempiuti tutti i passaggi necessari per la stessa. Infatti, la ricapitalizzazione delle perdite di bilancio della stagione 2017-2018 sarà regolarmente eseguita presso il notaio Massimo Giordano di Avellino e tale atto verrà presentato alla Covisoc per i necessari adempimenti, entro i termini stabiliti. La società U.S. Avellino ha già dato mandato ai propri legali di mettere a disposizione della Procura di Avellino tutti gli elementi necessari affinchè le indagini facciano prontamente chiarezza sulla situazione penale. L’U.S. Avellino ha già in corso con l'Agenzia delle Entrate e con l'Agenzia per le riscossioni regolari rateizzazioni e pagamenti del debito tributario ed attende dall’Agenzia delle Entrate riscontri in merito alle copiose memorie difensive redatte dai tributaristi dell’U.S. Avellino avverso il processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza. Il presidente si riserva ogni opportuna azione legale nei confronti del sig. Gravina che, a quanto è dato sapere, ha reso alla stampa dichiarazioni non rispondenti al vero".

Ultime ore di attesa a Bari e Cesena, anche se le due situazioni sono molto diverse. L'unico punto in comune è che i due club (come tutti gli altri) attendono il 12 luglio il verdetto della Covisoc, l'organismo di controllo dei conti delle società. L'iscrizione del Bari, ufficialmente, è stata resa completa in ogni sua parte, compreso il pagamento di fideiussione, contributi e stipendi ai calciatori. Non quelli dei dipendenti (non rientrano tra i tesserati e hanno un accordo extra Lega) a riprova comunque di una situazione economica non facile. Scade domani, venerdì 7 luglio, il termine per la ricapitalizzazione del club decisa dall'ultima assemblea straordinaria dei soci. Il presidente Giancaspro dovrà trovare i 4,5 milioni di euro così come da impegni presi. Secondo quanto scrive Repubblica, peraltro, sarebbero stati pagati gli stipendi ai calciatori, ma non ci sarebbe conferma dell'avvenuto pagamento dei contributi Inps e Irpef.

A Cesena invece situazione sempre più disperata. E' ormai guerra aperta tra il Sindaco Lucchi e il Presidente Lugaresi. Accuse reciproche e un rapporto ormai logoro, insanabile, sullo sfondo della drammatica situazione del Cesena Calcio oberato dai debiti. Lugaresi affonda: "E’ l’unico Sindaco che non ha mai aiutato la sua squadra. Gli ho sempre detto che da soli non ce la facevamo, perché non si è mosso prima?". Per tutta risposta il Sindaco annuncia che toglierà tra pochi giorni la concessione dello Stadio Manuzzi e del Centro Sportivo. Non solo: è pronto il bando per riassegnare lo stadio Manuzzi mentre è stato già pubblicato sull'albo pretorio del Comune il bando per chi sarà interessato a rilevare il titolo sportivo. C'è già un gruppo di esperti che valuterà le proposte che arriveranno entro il 20 luglio da parte di chi vorrà segnalare la propria candidatura, accompagnata dalla corposa documentazione richiesta. E il Romagna Centro che milita in Serie D da 5 anni già si è fatto avanti per bocca del suo presidente, Daniele Martini. Lugaresi è un uomo ormai allo stremo a cui non rimane che cercare di scaricare parte delle sue colpe: "Dovrebbe spiegare alla città - dice ancora del Sindaco - perché ha sottoscritto una garanzia per un mutuo col Credito Sportivo ai tempi di Campedelli di 2,083 milioni che con gli interessi diventano 3,7 milioni che noi abbiamo pagato in tutti questi anni. Non abbiamo saldato una sola rata, l’ultima, quella di febbraio e lui ci toglie lo stadio?". E ancora sull'iscrizione presentata anche se incompleta: "Un atto dovuto, c’è tempo fino al 16 luglio per fare ricorsi e altro ma senza l’iscrizione entro il 30 giugno finiva tutto" ha dichiarato al Resto del Carlino. Venerdì 7 luglio è previsto un nuovo Cda. "Abbiamo un lumicino" il commento di Lugaresi.

Il verdetto sul Foggia e la mancanza di una graduatoria ufficiale del ripescaggio sta facendo salire l'ansia in casa rossoverde. La consapevolezza che il ritorno in Serie B è possibile cozza con la paura di una beffa che sarebbe atroce. Potrebbe il Siena beffare la Ternana sul filo di lana? E' la domanda che si fanno nelle stanze di Via della Bardesca, evidentemente timorosi che il distacco palesato dalla società toscana potrebbe essere di facciata. Ufficialmente il Siena non si preoccupa della faccenda, fa sapere di non credere all'ipotesi ripescaggio e nei fatti sta costruendo una squadra di giovani per fare la Serie C. Dall'altra parte la Ternana è praticamente bloccata sul mercato proprio per l'incertezza su quale sarà il suo prossimo campionato. E' chiaro che tra i due club chi ha più da perdere è la Ternana, considerata da tutti (ambienti federali e di Lega compresi, ovviamente a titolo informale e ufficioso) come la sicura candidata numero uno al ripescaggio, nel caso che risulti esserci qualche posto vacante. Fa meno paura invece l'ipotesi della riduzione a 20 del numero di squadre. Trattasi di una riforma che la Lega di B non può fare senza il consenso della Figc e soprattutto impossibile in un tempo così rapido. Impossibile anche per le implicazioni dovute alla ripartizione dei diritti tv (calcolati su una B a 22 squadre). Il fatto che sia filtrata questa possibilità potrebbe trattarsi di una forzatura da parte della Lega presieduta da Mauro Balata nei confronti della stessa Federazione, "accusata" dai club cadetti di scarsa considerazione, ad esempio, sul tema della mutualità.

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