Avellino in udienza al Tar del Lazio questa mattina per l'udienza relativa al reclamo della società irpina contro l'esclusione dal campionato di Serie B decisa da Figc e Covisoc e confermata anche dal Collegio di Garanzia del Coni. Presenti in aula anche gli avvocati della Ternana Giotti e Proietti che dopo aver ricevuto le motivazioni della sentenza della Corte d'Appello Federale che ha respinto il ricorso della società rossoverde contro la sentenza del Tribunale Federale Nazionale in favore del Novara, preparano a loro volta il reclamo da presentare al Collegio di Garanzia del Coni presieduto da Franco Frattini. Giovedì si discute il ricorso dell'Entella contro le plusvalenze del Cesena con il Chievo. I liguri chiedono che il Cesena venga penalizzato nel campionato appena concluso e non nel prossimo (-15 qualunque esso sia, anche se nel frattempo il Cesena è fallito) in modo da ottenere la riammissione.

Quattordici pagine di motivazioni, naturalmente in linguaggio molto tecnico, con cui la CAF spiega la decisione sui ricorsi presentati da Figc, Ternana, Pro Vercelli e Siena. Il ricorso partito dalla richiesa di inammissibilità del reclamo presentato dal Novara ma, spiega la CAF "l’eccezione è priva di pregio. Ritiene, questa Corte, che l'errata indicazione di una norma nell'intestazione del motivo di ricorso non possa costituire causa di inammissibilità dell'impugnazione, laddove nel contesto dello scritto possa evincersi, in modo inequivoco, quale sia il vizio denunciato (cfr., ad esempio, Cassazione, sezioni unite, 24 luglio 2013, n. 17931)".

Rispetto alla questione della legittimazione attiva di Novara Calcio S.p.A. e della presunta violazione del principio del contraddittorio: "Il Novara Calcio S.p.A. è pienamente legittimato ad impugnare, poiché titolare di una posizione giuridica qualificata, la delibera federale che introduca una clausola o preveda un criterio ad escludendum potenzialmente lesiva dei suoi interessi in relazione alla preclusione che ne deriva sulla partecipazione a procedimenti volti alla individuazione delle società che possono essere ammesse, pur prive di titolo sportivo, a partecipare a campionati di categoria superiore".

Quanto al merito, la decisione del Tribunale federale nazionale secondo la CAF merita piena condivisione e, quindi, conferma: "Deve prescindersi, poiché anche irrilevante ai fini della decisione del presente giudizio, dalla disquisizione in ordine alla qualificazione della natura sanzionatoria accessoria della preclusione di cui trattasi (seppur, ad avviso di questa Corte, quantomeno prima facie, la stessa appaia rivestire, comunque, in fatto, natura, quantomeno sostanzialmente sanzionatoria). La questione da esaminare e risolvere, ai fini della definizione del presente giudizio, è infatti se la delibera di cui trattasi è soggetta al sindacato di legittimità e se la stessa sia o meno esente dai vizi denunziati dal Novara Calcio S.p.A.

Orbene, condividendo la motivazione del Tribunale federale nazionale, non è logico e ragionevole il provvedimento di cui alla delibera pubblicata sul Com. Uff. n. 54 del 30.5.2018, nella parte in cui, nel fissare i criteri e le procedure per l’integrazione degli organici dei campionati professionistici di Serie A e di Serie B per la stagione sportiva 2018/2019, dispone, al punto D4, la esclusione dalla possibilità di colmare vacanze di organico per le società che hanno scontato nelle stagioni sportive 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018 sanzioni per il mancato pagamento, nei termini prescritti, degli emolumenti dovuti ai tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo o delle ritenute IRPEF, o dei contributi INPS o del Fondo Fine Carriera relative ai suddetti emolumenti.

La delibera in parte qua, infatti, è viziata nel momento in cui introduce un criterio preclusivo ancorato a fatti posti in essere/inadempienze realizzate in un momento in cui il predetto criterio non era vigente nell’ordinamento sportivo e, altresì (e, comunque), laddove ancora la preclusione al momento in cui la sanzione è stata scontata e non già in quella in cui è stato, semmai, commesso il relativo fatto illecito.

Inoltre, non appare ragionevole, né, comunque, adeguatamente giustificata e motivata, la disciplina differenziata, dettata ai fini qui in rilievo, per le ipotesi di illecito amministrativo rispetto a quelle dell’illecito sportivo.

Per quanto sopra, dichiarata assorbita ogni altra questione, questa Corte respinge i reclami proposti dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio e dalla Unicusano Ternana S.r.l. e, per l’effetto, conferma l’impugnata decisione del Tribunale Federale Nazionale
".

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