Dopo un avvio di campionato non certo agevole, in cui ci sarebbe bisogno di serenità come il pane appare piuttosto stonata l'uscita polemica del tecnico della Ternana Gigi De Canio nella conferenza stampa di presentazione al match di domani con l'Albinoleffe, sulle mancate plusvalenze del passato.

Gli interrogativi: chi ha agito scorrettamente? Chi li difende? Non certo la stampa ternana e la tifoseria rossoverde. Stando ai nomi fatti dall'allenatore, Ceravolo, Avenatti e Falletti, mi sorge il dubbio che gli abbiano raccontato storie diverse. Allora provo a ricordare i fatti, dei quali le responsabilità sono note a tutti tranne evidentemente al tecnico di Matera.

Responsabilità che chiamano in causa chi ha gestito la società rossoverde per una quindicina di anni ed anche il nuovo gruppo relativamente all'impostazione della passata e disgraziata stagione. Il capitolo Avenatti e Falletti chiama in causa direttamente Simone Longarini. La storia parte dall'arrivo dei due giocatori dall'Uruguay, dal ruolo dei procuratori che reclamavano il pagamento delle loro spettanze, dall'intenzione di fare cassa da parte dello stesso Longarini senza però riuscirvi per valutazioni fuori mercato. Quando Avenatti e Falletti sono andati in scadenza (la stagione partita con Panucci in panchina e poi Benny Carbone allenatore manager) è stato un gioco da ragazzi per gli agenti dei due calciatori fare melina per poter capitalizzare a fine contratto. Capitolo Ceravolo: nessuna offerta di rinnovo da parte della società alla scadenza del triennale, con l'attaccante che sarebbe rimasto volentieri a Terni per sua stessa ammissione. Ma l'ingaggio era troppo elevato e Longarini decise di fare a meno del giocatore. Vogliamo andare ancora più indietro nel tempo? Possiamo portare come esempio la vicenda legata a Mirco Antenucci ceduto quasi sotto costo al Leeds perché viceversa la Ternana non avrebbe avuto il budget necessario per affrontare il campionato di B dell'epoca. Potrei farne altri di esempi, ma mi fermo qui. Come detto anche la gestione Bandecchi-Ranucci non è esente da colpe. Il progetto innovativo Unicusano prevedeva un vero e proprio colpo di spugna del passato. Salvo un ravvedimento operoso, anche su istanza della stampa ternana, venne confermato Martin Valjent (giocatore bandiera) nonostante il progetto che prevedeva solo giocatori italiani in rosa, non si provò a tenere alcuni elementi fondamentali per l'impresa-salvezza con Fabio Liverani in panchina. Il nuovo tecnico Sandro Pochesci, in sala stampa, a precisa domanda rispose: "Ho visionato i filmati, non me ne piaceva nessuno". Allora la domanda sorge spontanea: siamo davvero noi i masochisti?

Nella foto: Felipe Avenatti

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