Acceso confronto in tribuna autorità tra i dirigenti del Rimini e il presidente della Ternana, Stefano Ranucci, ieri sera durante la partita vinta dai rossoverdi 3-0. Con la Ternana in vantaggio 1-0 che aveva appena sciupato il raddoppio con il calcio di rigore di Furlan e, subito dopo, rischiato nell'unica vera palla gol del Rimini con il tiro ravvicinato di Cicarevic respinto da Fazio, il 2-0 di Frediani manda di fatto in ghiaccio una partita che la Ternana aveva l'obbligo di vincere senza troppi giri di parole.

A far scoppiare la scintilla la presunta posizione di fuorigioco di Frediani nel momento del lancio di Pobega. Qualche parola di troppo da parte dei dirigenti ospiti che apostrofano in modo poco elegante l'operato dell'arbitro, forse l'accusa di una presunta sudditanza psicologica da parte del direttore di gara nei confronti della Ternana. A quel punto Ranucci reagisce come ogni tifoso vorrebbe vedere dal suo presidente, tutelando al tempo stesso la legittimità della scelta arbitrale (giusta o sbagliata) e di conseguenza difendendo il buon nome della Ternana. Nasce un diverbio che non sfugge all'occhio di qualche tifoso. A fine partita, mentre Bandecchi sbuca sorridente dalla panchina salutando i tifosi prima di imboccare il tunnel, Ranucci scuro in volto esce dallo stadio senza dare nell'occhio, forse proprio per non dare enfasi all'accaduto.

Non è la prima volta che il presidente rossoverde vive la partita in modo passionale. Resta nella memoria il botta e risposta con Santopadre, presidente del Perugia, al termine del derby casalingo dello scorso anno che il Perugia pareggiò in extremis con un rigore dubbio e che Santopadre festeggiò con esclamazioni di certo poco edificanti per chi riveste una carica di quel genere. A questo va aggiunto lo stress della lunga battaglia in tribunale per la telenovela estiva legata ai ripescaggi e il momento negativo della squadra che, prima della vittoria di ieri, aveva raccolto 2 punti in 4 partite. Se Bandecchi si è dimostrato con squadra e allenatore un "padre buono" prima e dopo la partita, con il suo braccio destro Ranucci aveva usato - come ammesso dallo stesso patron - parole secche e lapidarie: "Non è questo il modo".

Passato il momento no della squadra, anche Ranucci potrà concentrarsi con più serenità sui lavori della prossima Assemblea di Lega Pro dove il neo presidente Ghirelli lo ha fortemente voluto nel consiglio direttivo. Il 17 dicembre prossimo si parlerà anche di riflessioni e proposte su format dei campionati e regolamento promozioni e retrocessioni. Dopo l'outing di Mauro Balata che punta dritto al format di B a 20 squadre il prossimo anno con sole tre retrocessioni in questa stagione dalla serie cadetta alla Serie C, è opportuno il massimo self control pur nella passionalità e nel trasporto che contraddistingue il presidente.

foto di Alberto Mirimao

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