Negli ultimi giorni è accaduto di tutto, si è parlato di esonero poi dopo il colloquio con la società Luigi De Canio è rimasto alla guida dalla Ternana, tra la contestazione dei tifosi e senza due collaboratori come Fabris e Brevi: "Sono lo stesso di prima, quello che ha trovato cinquemila persone dopo il derby vinto la scorsa stagione e lo stesso che ha provato a rispondere alle domande dei tifosi, anche quelle che con il calcio non c'entrano nulla. Con la stessa determinazione di prima continuo il mio lavoro. Avevo messo a disposizione della società il mio mandato, la società ha ritenuto che non fosse la cosa più giusta e quindi le cose sono rientrate".

De Canio fornisce ulteriori dettagli della convulsa anti vigilia di Natale: "Avevo un impegno personale preso da tempo, ho parlato con Ranucci e gli ho detto che se pensavano che il problema fossi stato io, mi sarei fatto da parte. Ranucci mi ha detto che non la pensava così, che avrebbe parlato alla squadra e poi ne avrebbe parlato con Bandecchi il quale ha ritenuto che il mio allontanamento non sarebbe stata la soluzione. Me l'ha confermato e la sera ha rilasciato il comunicato in cui ha spiegato che avrebbe preso una figura come il direttore sportivo. Io non ho mai ritenuto di abbandonare la squadra, il rapporto con loro è ottimo".

Su Fabris e Brevi: "Abbiamo avuto uno scambio di idee e loro hanno ritenuto di dover andare via. Quando un capostruttura è nella condizione di dover dirigere un gruppo, di solito chi gli sta intorno è gente che condivide da anni pensieri e modi di fare. Quando questo può non accadere ci si confronta e si sceglie la soluzione migliore in quel momento. Non ho mai parlato male di loro, ma non c'entrano le competenze nè il saper interpretare il ruolo. Quando succede qualcosa di particolare si può scatenare un confronto più diretto. Sono accadute delle cose che prima erroneamente non si erano affrontate. Ho diritto che chi sta intorno a me ragioni come me".

Ha mai pensato 'chi me lo fa fare?' "Avete capito con chi avete a che fare? Come ci sono delle persone che mi contestano e mi chiedono di Pagni, tante altre persone mi fermano per strada e mi dicono cose diverse o ci sono messaggi che mi arrivano sul cellulare. Vivo nello stesso modo le une e le altre. Questo è il mio mestiere. Sono stato in stadi con 60.000 persone, ho preso i fischi e gli applausi. Un anno ero imbattuto e in un confronto con i tifosi mi hanno rovesciato la macchina, ma non me ne sono andato e a fine anno abbiamo vinto il campionato. Ai tifosi che mi parlano in modo civile e mi fanno domande anche tecniche io rispondo. La mia preoccupazione è capire i giocatori da schierare, recuperare gli infortunati e in questo sono sinceramente preoccupato e arrabbiato. Con tutto quello che ci è capitato qualche attenuante la devo concedere, virtualmente siamo secondi in classifica a 6 punti dal Pordenone. Rispetto tutti, ma la mia preoccupazione è recuperare i giocatori".

L'ambiente non si può dire sereno: "Ma su questo io non c'entro nulla. Non è questione di armonia. E' questione di confrontarsi sulle cose e magari si vedono in maniera diversa. Ma in modo civile e tranquillo lo dico. Non c'è alcuna ostilità, a volte serve un episodio particolare per avere un confronto più preciso. Non c'è una problematica di divisione in questo senso, le divergenze sono altra cosa. Un errore che ho fatto è stato dire che avevamo la squadra più forte. Non mi sono nascosto dietro a un dito, ma non mi aspettavo che la squadra fosse falcidiata da tanti infortuni. Aver detto che avremmo vinto tutte le partite 3-0 è stato un errore".

A Ravenna cambi tardivi? "Informatevi meglio sulle condizioni dei giocatori. Ho dovuto pregare dei giocatori di venire in panchina perchè non stavano bene. Mi aspetto una valutazione più oggettiva delle situazioni. La squadra non ha fatto una preparazione insieme e voi dovete riconoscerlo. Non potete sottacere gli infortuni tutti a centrocampo così come non potete sottacere l'avvio in ritardo del campionato con tutte le conseguenze del caso. A Bolzano avete criticato la difesa a tre, ma avevamo bisogno di fisicità e contrastare gli avversari sulle palle alte. Poi è chiaro che ci sono le scelte dell'allenatore e ci sta che un allenatore faccia errori. Diakite dopo Iannarilli e Lopez è il terzo giocatore per minutaggio. Non lo condanno per il singolo errore, capisco il dispiacere ma ci vuole anche rispetto".

Come mai la difesa nelle ultime partite ha preso così tanti gol? "E' una somma di fattori: qualche disattenzione individuale, qualche episodio non fortunato, un filtro diverso. Dipende in gran parte da noi, dobbiamo alzare il livello di attenzione. Nello studio dell'avversario tutto ciò che facevamo prima facciamo anche adesso. Dobbiamo recuperare serenità e brillantezza. La sconfitta di Bolzano non è stata dovuta al cambio di modulo, ma alle disattenzioni".

Ritiene che l'assenza del match analyst possa essere un problema? "Per lo studio dell'avversario, all'allenatore non serve il match analytst. Lo faccio da solo lo studio dell'avversario, il match analyst prepara le cose in base all'esigenze dell'allenatore".

L'identikit del direttore sportivo porta a Luca Leone: "Non ho mai lavorato con lui prima, ma ci conosciamo reciprocamente di nome. Se hanno scelto Leone vuol dire che è una persona capace, ha esperienza in tutte le categorie e sono sicuro che la passione, la correttezza, l'onestà intellettuale danno la possibilità a tutti di essere nel posto giusto. Sono elementi che caratterizzano gli uomini qualsiasi cosa faccia. Non è ancora ufficiale, so che c'è una trattativa in corso".

Con Diakite discorso definitivamente chiuso? "Ha chiesto scusa ai compagni e al sottoscritto. Mi dispiace perchè è un bravo ragazzo. Se ne parlerà anche con il futuro direttore sportivo ovviamente. Sono accadute cose spiacevoli e anche ripetute nel tempo. Però solo gli stupidi non cambiano idea".

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