"Avevo 33 anni, adesso quasi 50. Non sono perfetto, in quella situazione sicuramente sbagliai. Fu un'esultanza figlia dell'agonismo della partita che fu molto tirata". Fabio Gallo, terzo allenatore della stagione della Ternana, ricorda così quell'esultanza che qualche tifoso rossoverde non ha ancora dimenticato.

Era il 27 febbraio 2005 e Gallo, dopo una breve e infelice esperienza nella Ternana 2001-2002 con Agostinelli in panchina, finì prima al Como e poi per l'appunto al Treviso. Quel giorno al Liberati segnò dal dischetto il momentaneo 2-2 e fece un gesto poco carino alla Curva Est: "Fabio Gallo allenatore è un altro discorso - precisa nel breve incontro con i giornalisti che si è tenuto all'Hotel Garden - ho accettato qui per il bene della Ternana". "E anche per farsi perdonare" rilancia il ds Luca Leone che poi aggiunge: "Su decisione della società la squadra dopo la partita con la Triestina andrà in ritiro a Cascia per ritrovarsi e stare insieme".

Appena due giorni di allenamento per il nuovo allenatore rossoverde. Ieri il doppio (che non era previsto) e oggi la rifinitura nel ritiro di Roma. Nel tardo pomeriggio il trasferimento all'Hotel Garden e domani il match con la Triestina: "I tempi sono stati ristretti, aver condiviso questi due giorni mi ha dato la sensazione di una squadra in difficoltà per i risultati ma con grande possibilità di venirne fuori con il lavoro e il sacrificio. Ci vuole fame, determinazione e cattiveria, non basta che in giro si dica che ci sono giocatori bravi".

Il terzo allenatore vuol dire che con questa squadra ci vuole bastone e carota? "Ognuno di noi è diverso nel porsi e nel comunicare. Ci sono momenti in cui essere duri e altri dare una pacca sulla spalla. I giocatori devono capire che tu sia credibile, altrimenti non se ne cava niente. Insieme si può lavorare. Squadra depressa? I depressi sono altri, noi facciamo calcio e la consapevolezza non deve mai mancare. La squadra mi ha dato disponibilità sin da subito, chiaro che poi c'è il campo e la partita. Non ho la bacchetta magica di Harry Potter. Il sistema di gioco è una conseguenza dell'atteggiamento. La partita la devi giocare, non subire. In questo momento di difficoltà non bisogna essere belli, si può vincere anche sporco. Abbiamo lavorato su un paio di moduli".

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