La Ternana vuole lo stadio Liberati e aspetta la valutazione del Comune. Lo ribadisce anche oggi il vicepresidente Paolo Tagliavento che sul Corriere dell'Umbria conferma l'interesse di Bandecchi per lo stadio e resta in attesa di una risposta. Non ci sono cifre ufficiali, ma l'assessore ai Lavori Pubblici Enrico Melasecche allude ai 14 miliardi di vecchie lire della causa che vent'anni fa l'allora proprietà dell'area dove sorge lo stadio vinse contro il Comune. Soprattutto, non risparmia frecciate all'attuale società. Un vero e proprio braccio di ferro quello tra la Ternana e Palazzo Spada intorno al Liberati. Manifestata la volontà di comprare lo stadio sin da agosto, nei mesi successivi il club rossoverde è stato travolto dalla battaglia legale sul ripescaggio, un campionato ben al di sotto dei proclami iniziali, rivoluzioni tecniche e societarie praticamente senza sosta, l'annuncio del patron Bandecchi di voler vendere e la successiva marcia indietro.

Tutto parte in estate quando si parla dell'interessamento della Ternana per l'acquisto dello stadio Liberati. Viene tirato in ballo il fondo del Credito Sportivo poi il 13 agosto inizia a circolare la prima - informale - cifra di 500.000 euro. Non verrà mai derubricata come offerta ufficiale, ma sia il sindaco Latini che gli assessori Melasecche e Dominici (ex assessore al Bilancio) confermano la cifra fatta circolare da Ranucci. Inizia il balletto delle cifre: Dominici parla di una stima tecnica che fa salire il prezzo tra 11 e 15 milioni, mentre Ranucci rilancia a 4 milioni. Tutto rigorosamente confidenziale e non ufficiale. Nel frattempo la Ternana si gioca il ripescaggio e comincia il campionato di Serie C. Il 6 dicembre Bandecchi rilancia: "Voglio il Liberati, ho pronto anche il progetto per Ternanello". Ma gli auguri al veleno prima del match con la Fermana sono la spia che qualcosa nei rapporti si è incrinato. Escono le prime voci sullo stadio non accatastato e inalienabile (cioè non vendibile) in quanto bene a fine pubblico, a meno che non intervenga una variante urbanistica. Ma la Ternana non molla e l'11 dicembre Ranucci a Fere di Sera su Tele Galileo conferma il disgelo con il sindaco: "La nostra richiesta è ufficiale, ma non è corredata da alcuna cifra".

Il 13 gennaio nuovo incontro in Comune tra Ranucci (assente Bandecchi), Latini, Melasecche, Dominici e Proietti. Il discorso si arena di nuovo quando la Ternana entra in crisi di risultati. Sono i giorni in cui Ranucci lascia la presidenza e Bandecchi assume il timone. Il 13 marzo c'è il primo e fin qui unico incontro tra il patron Bandecchi e il sindaco Latini. Prima di entrare a Palazzo Spada Bandecchi dichiara: "Lo stadio senza aree commerciali è un costo. Il PalaSport non serve". Dopo l'incontro il registro cambia: "Sono ben disposto ad acquistare lo stadio se mi viene data possibilità di fare un buon lavoro. Il discorso non è solo connesso alle aree commerciali" dice. Passano due giorni e Melasecche risponde su Sporterni a Bandecchi: "Con il Palazzetto al Foro Boario, anche lo stadio acquista valore". Poi arriva il clamoroso annuncio di Bandecchi che vuole vendere la società. Passa una settimana e Melasecche, rispondendo a un tifoso su Facebook che chiedeva lumi circa la presunta inalienabilità dello stadio per ragioni catastali, chiarisce e rilancia: "Nessun ostacolo per ragioni catastali. Ma non si può vendere per un piatto di lenticchie". Bandecchi comunica il suo ripensamento e il 26 marzo a Fere di Sera su Tele Galileo, risponde a distanza all'assessore: "Nessuna offerta ufficiale. La cifra deve farla il Comune. Aspettiamo loro valutazione".

Si arriva così all'ultima replica di Melasecche: "Solo l'area dell'immobile vale svariati milioni di euro. Bandecchi pensi a salvare la Ternana". Melasecche fa riferimento alla causa che circa venti anni fa l'allora proprietà dell'area dove sorge lo stadio vinse contro il Comune che solo per il maggior esproprio dovette pagare 14 miliardi di vecchie lire. "Per cui oggi non è pensabile far scendere oltre questa cifra il valore della sola area" è il pensiero dell'assessore ai Lavori Pubblici. Va ricordato che per procedere all'acquisto dello stadio sarà necessario, nel caso, procedere attravero un bando ad evidenza pubblica. Ma Melasecche torna sulla vicenda con un lungo post in cui il passaggio fondamentale è ancora una frecciata per i risultati sportivi della Ternana: "Il primo problema di una società di calcio sarebbe quello di conseguire risultati positivi in campo partecipando alla serie che una città merita per la propria importanza e livello. La B per Terni è quella standard, con legittime aspirazioni verso il livello superiore come la storia insegna e non credo che faccia piacere vedere le fere ritrovarsi sotto i cugini di Gubbio in una serie inferiore. Altra osservazione legittima: di Liberati ne abbiamo uno solo per cui, una volta venduto lo stadio, se l’attuale proprietà decidesse di andarsene da Terni potrebbe farne ciò che vuole. Questo scenario nel mondo del calcio non è un’eccezione ma la regola. Tutti coloro che si sperticano adesso per la vendita a buon mercato cosa direbbero poi? Pagherebbero di tasca loro?".

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