A meno di tre giorni dalla partenza per il ritiro pre mondiale di Tirrenia, Alessio Foconi ha già messo nel cassetto l'oro conquistato agli Europei di Dusseldorf e pensa ai Mondiali di Budapest. Pochi giorni di riposo prima di rituffarsi nel lavoro atletico con Walter Cutrì e in quello tecnico con il Maestro Filippo Romagnoli al Circolo Scherma Terni. La vittoria nell'individuale, a cui ha fatto seguito il bronzo a squadre, è sembrata di una facilità disarmante.

Ma in realtà Alessio ha dovuto combattere contro un avversario temibile almeno quanto quelli in pedana: "Venivo da un disturbo alimentare - racconta Foconi sulla pagina Facebook del Circolo Scherma Terni - e dopo il primo assalto a eliminazione diretta ho cominciato a sentire i primi sintomi della stanchezza. Poi contro il tedesco Kleibrink il ritmo si è alzato, ho faticato tanto ed è stato l'inizio della fase critica. Contro il francese Le Pechoux ho sentito i crampi su tutte e due le gambe. Ho sfruttato i 5 minuti previsti dal regolamento, i sali hanno fatto effetto così come il lavoro dei fisioterapisti. Ho finito la gara al top della forma. Ma anche la sofferenza fa bene al morale e per portare la testa al Mondiale".

A caldo Foconi aveva detto che per non sentire la pressione di essere favorito bastava semplicemente non pensarci: "E' chiaro che uno ci pensa, l'importante è pensarci prima e prepararsi a tutte le eventuali distrazioni". Il Maestro Filippo Romagnoli guarda il suo pupillo e aggiunge: "Ha fatto una gara da guerriero, con una tenuta mentale eccezionale. Adesso pensiamo ai Mondiali: Alessio sta bene, ma ovviamente non bisogna pensarci".

E ora sotto con il Mondiale di Budapest (15-23 luglio) dove Foconi dovrà difendere l'oro conquistato sia nell'individuale che a squadre nel fioretto maschile un anno fa a Wuxi, in Cina.

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