Niente Mondiali di canottaggio a Piediluco e ora volano accuse reciproche tra la Regione Umbria ed il Comune di Terni. Mentre si fa sempre più strada un clamoroso retroscena e cioè che un vero e proprio progetto necessario per la candidatura non sarebbe mai stato presentato. Nonostante questo Comune e Regione hanno continuato a pungersi, come dimostrano le dichiarazioni dell'assessore ai Lavori Pubblici Melasecche, fino a poche ore prima dell'assegnazione dei mondiali Junior 2021 alla bulgara Plovdiv.

Sotto il fuoco finisce l'amministrazione comunale che aveva mancato l'appuntamento della firma sul protocollo d'intesa con la Regione alla Fondazione Carit per l'inizio dei lavori al centro remiero che dovevano partire a inizio settembre. Ma l'assessore allo sport del Comune, Elena Proietti va all'attacco: "A differenza di quanto qualcuno in città possa pensare il Comune di Terni non ha alcuna responsabilità per la mancata assegnazione delle manifestazioni internazionali di canottaggio. Il fatto è che il campo gara del lago di Piediluco, oggi, non rispetta gli standard imposti dalla federazione internazionale ma queste mancanze, senza polemica alcuna, sono tutte della Regione Umbria che, a causa delle note vicende giudiziarie, è impantanata nelle sabbie mobili dell'immobilismo tanto da non aver ancora individuato il Responsabile unico del procedimento ai lavori di ammodernamento del nostro prestigioso lago di Piediluco".

Secca la replica del presidente della Regione, Fabio Paparelli, che il giorno della firma (mancata) nella sede della Fondazione a Corso Tacito aveva atteso invano l'arrivo del sindaco Latini, motivata con la necessità di ulteriori approfondimenti tecnici sul protocollo che prevedeva l'utilizzo dei fondi regionali dei canoni idrici per adeguare il centro remiero: "È paradossale che il Comune addossi a noi la colpa per i mondiali del 2021 sfumati a Piediluco - ha dichiarato Paparelli al Messaggero - a Palazzo Spada si facciano un esame di coscienza visto che hanno ritardato di otto mesi la firma del protocollo d’intesa. Come Regione eravamo pronti da novembre del 2018. I continui rinvi da parte del Comune ci hanno costretto a presentare il protocollo d’intesa ad aprile scorso, per poi attendere la firma del sindaco che è arrivata il 29 maggio. La verità - rincara la dose Paparelli - è che l’assessore Melasecche non vuole utilizzare questi fondi per Piediluco. La Proietti lo sa bene visto che chiedeva aiuto quando aveva capito che non sarebbe arrivata la firma del sindaco pur condividendo la bontà del progetto".

Sulla vicenda interviene il presidente del Comitato Regionale Fair Flay, Stefano Lupi, ex delegato provinciale del Coni di Terni che scomoda Manzoni: "Le dichiarazioni dei diversi assessori mi fanno pensare ai capponi di Renzo. Spesso quando ci troviamo in difficoltà invece di essere solidali e fare fronte comune tendiamo a beccarci tra di noi, accusandoci a vicenda degli insuccessi, cercando di sfuggire alle nostre responsabilità. Vorremmo evidenziare i nostri pregi in contrapposizione con i difetti altrui. E' inutile “chiamarci fuori” se, come succede ai capponi, siamo “dentro” in pieno. Fare come i capponi di Renzo non è solo dannoso, è decisamente stupido, tenuto conto che gli altri territori quando fanno sistema tra istituzioni ottengono risultati importanti".

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