Il rugby ha fatto il suo ingresso nelle scuole primarie e secondarie di Orvieto. Un accesso garbato, auspice il Progetto nazionale “RUGBY PER TUTTI”, quale si conviene a una disciplina solo ruvida all’apparenza e ricca, invece, di tanti contenuti a supporto dello sviluppo dei più piccini. L’iniziativa,che ha incontrato il favore di docenti e discenti, ha visto riuniti i protagonisti, allo stadio De Martino, a conclusione del percorso didattico per l’anno scolastico 2018/2019. Coreografia stupenda, propria delle manifestazioni che coinvolgono i giovani, con folta rappresentanza delle scuole primarie di Sferracavallo, Ciconìa e Orvieto Scalo e della prima media del Signorelli e Ippolito Scalza. Non è rappresentata la sola primaria del centro storico, motivata dal parere negativo espresso dai genitori, come conferma un esponente della società sportiva . C’era anche Nonno Tellus, mascotte della fattoria didattica Tellus, ideata dalla famiglia Cotarella, vicina all’evento. I ragazzi, grazie all’impegno dell’Unione Orvietana Rugby, adoperatasi alla grande per la finalizzazione del progetto, hanno così realizzato la loro prima “meta” simbolica, augurabilmente riproponibile un domani e con obiettivi più importanti per la vita. Marco Fazi, con l’incarico di responsabile sviluppo del club biancorosso, ha funzionato da vero motore del progetto, affiancato da validi collaboratori, coordinati dal Presidente, Luca Foscoli. Il numero uno della società è raggiante, come sottolinea la sua prima affermazione: ”Hai visto quanti bambini siamo riusciti a mettere insieme? Sono davvero strafelice. Il progetto della Federazione aveva, quale scopo primario, quello di far conoscere il rugby con i suoi principali valori, che sono la lealtà, il rispetto dei compagni e degli avversari. Dal modo in cui i ragazzi stanno partecipando, ritengo l’obiettivo raggiunto. Oggi, anche il meteo ci sta dando una mano, essendo la prima volta che riusciamo a sviluppare una lezione pratica, cosa, quasi impossibile da realizzare all’interno degli istituti, causa l’inadeguatezza o l’assenza di strutture adatte”. Di solito, certe manifestazioni si terminano con l’assegnazione di premi e attestati. Non è così per il rugby che, in proposito, ha una precisa filosofia:” La nostra Federazione ritiene che, almeno fino ai tredici anni, non sia corretto stimolare la competizione. Vedi che, ad esempio, le squadre adesso in campo, sono formate, ciascuna, con ragazzi provenienti da plessi scolastici diversi. A questa età non si gioca per vincere, ma per dare il massimo di se stessi, nel rispetto dell’avversario”. Altra curiosità: come hanno risposto le scuole?: “ Devo dire, con parecchio entusiasmo. Pensa che, onde facilitare l’afflusso al De Martino, la nostra Società, in collaborazione col Consorzio della Val di Chiana e dell’Associazione Val di Paglia Bene Comune ha proceduto al rassetto dei percorsi pedonali , ricavati all’interno del Parco Fluviale del Paglia dove è anche la nostra struttura. Maestre e Dirigenti hanno accettato di seguire tali tracciati, consentendo ai bambini di conoscere percorsi inconsueti, ma sicuri”.

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