Riceviamo e pubblichiamo una nota di Stefano Lupi, presidente regionale Fair Play Umbria, sul riconoscimento a Terni di Città europea dello sport e sullo stato dell’impiantistica sportiva cittadina.

Circa quarant’anni fa Terni sarebbe stata a pieno titolo una città europea dello sport. La nostra piccola realtà provinciale vantava una presenza importante nel calcio professionistico, uno stadio moderno, palazzetti dello sport efficienti, un sistema diffuso di piscine coperte spalmate sul tessuto urbano. Il parco di Cardeto aveva una impiantistica importante, poi il pattinodromo, campi di calcio minori, una pista di atletica storica.

Nel corso degli anni questo immenso patrimonio è stato letteralmente dilapidato, mandato in malora da incuria e scelte amministrative profondamente sbagliate. La crisi economica delle fabbriche ha accentuato il declino: il modello di sport legato ai circoli aziendali, in gran numero in città, ha subito forti contraccolpi. Oggi abbiamo il corto circuito delle palestre cittadine che di fatto bloccano le attività della pallavolo e della pallacanestro rendendo difficoltoso il percorso anche di altre discipline sportive. Nel momento in cui si celebra il traguardo di essere impalmati come “Città dello sport 2021” veniamo a confrontarci con la quotidiana tribolazione di tante società sportive che vedono messa a rischio la prosecuzione della loro attività se non la stessa esistenza.

Sarebbe serio, passato il momento di autocelebrazione, affrontare in modo organico l’argomento dell’impiantistica sportiva. L’indecoroso stato del campo scuola di atletica “Casagrande” è una ferita che offende l’intero movimento sportivo. Ancora non si hanno notizie circa l’eventuale bando. Nel frattempo il degrado regna sovrano. L’ abbandono della palestra di Pentima, autentico gioiello, di proprietà della Regione Umbria è sconcertante. Su questo ci sono precise responsabilità. Non essere riusciti a creare le condizioni di utilizzo della palestra dei Vigili del Fuoco lascia perplessi. Siamo ovviamente contenti per questo riconoscimento europeo, fondato penso più sulla manifesta buona volontà di fare che su elementi oggettivi e concreti. Non sprechiamo questa occasione, non riduciamola ad una inutile passerella. Veniamo da anni di trascuratezza e disinteresse. Su questo punto le amministrazioni precedenti sono colpevoli e senza scuse.

Occorre ora un piano di messa in sicurezza complessiva degli impianti concertando l’azione con i diretti fruitori, non procedendo a colpi di circolari. Si chiede la disponibilità delle Amministrazioni pubbliche affinché capiscano che gli impianti sono un patrimonio comune sul quale si fonda un cardine della nostra comunità: lo sport. Eccessive rigidità o pretese economiche rendono impossibili forme di gestione alternative a quella diretta da parte degli Enti, mandando deserte le gare di affidamento. Occorre ripristinare il complesso di Pentima con l’impegno preciso della Regione. Il parco di Cardeto va rivisto nella sua funzione sportiva recuperando la perdita di anni. Andrebbe anche incentivata, in collaborazione con i privati, la predisposizione di projet financing per tensostrutture ad uso palestre , da allocare nei punti cardinali del territorio. Trascuro chi, per speciosi utilitarismi elettorali, prefigura fantasiose realizzazioni. Così come non mi esprimo sull’assenza del Coni regionale: il pensiero dei dirigenti sportivi ternani è più che sufficiente.

Stefano Lupi, Presidente Regionale Fair Play Umbria


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