Porano, sorgente di stelle negli sport su gomma. Dopo Michele Fattorini e Giulio Basili, ecco Luca Dottarelli, grande protagonista con le mountain bike. Non è uno sbarbatello, si trova ad un passo dal mezzo secolo, ma l’entusiasmo, sommato alla dote di trasmetterlo, lo mette, almeno alla pari, con i due giovani compaesani. Il suo percorso sportivo è fatto di tante discipline, distanti, per tipologia, anni luce tra loro, con la peculiarità d’essere sempre riuscito, bene, in ciascuna di esse. Calciatore da bambino, ma si trattò di una veloce infatuazione, lo troviamo adolescente nel karate. Il suo maestro, Danilo Di Pietro, trova in lui qualcosa di speciale, sensazione confermata dall’ ottimo secondo posto ai campionati italiani di categoria. A Luca il karate non basta, vuole provare qualcosa di diverso, che lo soddisfi in pieno. Con qualche amico prova il windsurf. Prima i mari italiani, poi gli oceani, con molte puntate dove le onde sono alte. Brasile, Sudafrica, Panama, Portogallo, Turchia rappresentano le mete più ambite e, pure sulla tavola, si dimostra migliore di tanti altri. La passione affonda le radici, richiede, però, tanto, troppo tempo. Questo non va bene per chi, come Luca, abbia voglia e interesse di creare una famiglia. La futura signora Dottarelli gestiva, con il padre, un ristorante caratteristico del centro storico di Orvieto. Il grande passo è dietro l’angolo e oggi, a casa, c’è anche una splendida ragazza di quattordici anni. Ma, se nell’intimo, il desiderio della moglie mirava ad un marito più casalingo, magari preparando le prelibatezze del ristorante “Cocco”, la delusione dev’essere stata davvero grande. L’ex ragazzo, oramai adulto, meditava sul cosa fare da grande, sportivamente parlando. Il fratello, Andrea, quasi coetaneo, è un appassionato di tiro a volo. Lo invita più volte a provare, fin quando lo convince a una visita al poligono. E’ la prima volta che impugna un fucile, ma la sintonia è quasi istantanea. Per la verità la scelta non lo convince del tutto, ma è compito di Veniero Spada, un luminare nel campo, e dell’amico nonché compagno di squadra, Fabio Chiarapini,persuaderlo. Luca, dopo aver vinto il campionato sociale, si laureia, nel 2006, Campione d’Italia, per poi aggiudicarsi l’anno successivo, in coppia con Fabio, la Coppa dei Campioni, la manifestazione più importante in campo nazionale. Le premesse per ragionare in grande non mancano, se non che, nella sua testa c’è ancora tanto movimento, che non accenna a placarsi. Inizia a osservare le bici, la mountain in particolare. La prova e arriva subito il picco dell’adrenalina. Parte da lontano, è ad un passo dai quaranta, ha dovuto misurarsi con un brutto incidente di cui porta ancora i segni alla gamba destra, arto sul quale il Dr. Carmine Piunno, suo ortopedico, è intervenuto ben otto volte. Un ostacolo serio, insuperabile per i più, ma non per chi ha la sua testardaggine, solo vacillante,all’inizio di quest’anno, a causa di una caduta, refertata con trauma cranico e serie fratture a cuffie e spalla. Luca, particolarmente attento alla salute, prima di intraprendere la carriera agonistica, era stato visitato dal prof. Boni, punto di riferimento per i ciclisti, dalla quale risultava una frequenza cardiaca di 39 pulsazioni a riposo e 180 nel momento di massimo sforzo. Un cuore da atleta, grande beneficio per le competizioni.
Tra l’altro, in occasione dell’ultimo ricovero, la particolarità del suo motore spinse il cardiologo a prolungarne la degenza di ulteriori otto giorni onde approfondire le ricerche. Ormai la bici da montagna lo aveva preso completamente. Aspetta il 2018 per tuffarsi nelle prime competizioni, assistito da Alessandro Ricci, titolare di un team orvietano. La prima stagione va avanti quasi come un gioco. il risultato è più che confortante, documentato dal secondo posto assoluto nella categoria M4. Che sarebbe quella per età compresa tra quarantacinque e cinquanta anni. Il circuito cui partecipa è quello della Maremma Tosco Laziale. Nella stessa categoria figurano circa duecento iscritti. La cosa si fa ancora più interessante, tanto da convincerlo ad affidarsi a Alfredo Balloni, ciclista prof. e coach di professione, tuttora agonista, stabilmente rintracciabile ai primi posti nelle varie competizioni. I risultati dei test, cui è sottoposto indicano le potenzialità per nuovi margini di miglioramento. Adesso, mese di riposo, osservo Luca addentare un croissant e bere un orzo in tazza grande. Mi dice di essere sempre affamato, la dieta è quella dei professionisti. Monta, ad ogni modo, in sella e pedala sei giorni su sette. Nella stagione chi terminata da poco ha preso parte a ben trentasei gare, andando a podio in trenta circostanze. Nella classifica finale del circuito ha chiuso al secondo posto. Il suo crescendo non è passato inosservato, gratificato dall’accordo con il G.C. Canino, team della provincia viterbese, apprezzata e vincente, alla cui testa c’è l’imprenditore Costantino Costantini. Terminata la pausa, Dottarelli è atteso ad un lavoro molto impegnativo, sul piano del mezzo e quello della preparazione personale. Le due bici in dotazione, a lui assegnate dalla squadra, sono in preparazione nell’officina di Lorenzo Versari, meccanico di Pieve S.Stefano, molto noto nell’ambiente. Avranno ruote in carbonio di altissimo livello, tipo di quelle in dotazione ai corridori professionisti. Quanto alla preparazione specifica, sarà orientata per un miglioramento del rendimento in salita. Che all’inizio dell’attività costituiva il punto di forza del poranese e adesso, dopo i notevoli miglioramenti in pianura, rischia di trasformarsi nel suo tallone d’Achille. Lui si manifesta sereno e basta questo a infondere fiducia. Chissà se la MTB sarà la tappa finale della sua poliedrica vita sportiva? “Chi lo può sapere – risponde. In questo momento sarei disposto al sì, valutando il coinvolgimento totale nell’avventura. Andrò avanti, alla ricerca dei miei limiti, contando di rimanere a quei livelli. Poi, si vedrà”.

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