Sala conferenze della Fondazione "Aiutiamoli a Vivere" affollata per la tavola rotonda organizzata dalla F.I.G.C. Settore Giovanile e Scolastico Umbria dal titolo "Una proposta per il giovane calciatore mediante la realizzazione di programmazioni e metodologie condivise tra F.I.G.C. e società sportive", che si è tenuta in occasione dello svolgimento del Corso allenatori UEFA C.

In apertura ha fatto gli onori di casa il presidente della Fondazione "Aiutiamoli a Vivere" Fabrizio Pacifici e a seguire l'intervento del presidente del Comitato Regionale Umbro della F.I.G.C. Luigi Repace, che ha ringraziato per il lavoro svolto dirigenti e tecnici. L'introduzione è stata curata dal Coordinatore regionale del Settore Giovanile e Scolastico Giacomo Parbuoni : "Come migliorare il calcio giovanile? - ha esordito Parbuoni - In Umbria non siamo messi male, lo dice la mia esperienza da selezionatore. Il movimento è in salute rispetto ad altre regioni, ma c'è sempre da migliorare e per questo serve aumentare il livello di qualità. Un altro obiettivo da raggiungere e quello di far restare i giovani tesserati tali anche da adulti. Spartiacque fondamentali sono la specializzazione nel settore giovanile e la promozione, investendo in progetti mirati".

Ha aperto lo spazio dedicato ai relatori il presidente regionale dell'AIAC, associazione italiana allenatori di calcio, Pierluigi Vossi che tra i vari argomenti ha evidenziato "l'importanza del ruolo del Responsabile Tecnico del Settore giovanile. Una figura che va qualificata a livello federale, tanto che prende l'avvio un corso specifico a livello di società professionistiche. Il Responsabile di Settore giovanile - ha detto Vossi - si occupa di un aspetto fondamentale che è quello della programmazione in una società, oltre a fare da filtro tra genitori e allenatori".

Per Danilo Velini, Selezionatore della Rappresentativa regionale Giovanissimi Under 14 "Specializzazione è il termine ideale. In questo senso va sottolineato e valorizzato il lavoro del Tecnico di base, che è colui che affronta i primi aspetti del bambino che inizia a fare attività: lo stare insieme, le capacità di equilibrio e di corsa in un periodo in cui nella nostra società a prevalere è la sedentarietà. Inoltre per mettere i giovani a loro agio è stato importante aver suddiviso le competizioni in Under 14, Under 15, Under 16 e Under 17, annullando quel gap che si registrava tra calciatori con due anni di differenza".

Un'esperienza diversa, perché fatta tra i professionisti, quella alla quale ha accennato Stefano Furlan, Responsabile Tecnico del Settore giovanile della Ternana Calcio:
"Non bisogna togliere il sogno ai ragazzi - ha affermato - ma essere coerenti e formarli fino alla firma del loro primo contratto, quando allora potranno definirsi calciatori" e poi sulla programmazione che "deve durare almeno 4-5 per dare dei buoni risultati".

Ha illustrato l'organizzazione e le attività del Centro Federale Territoriale di Solomeo il Responsabile Tecnico del centro, uno dei 50 presenti per ora in Italia, Mauro Basilico: "L'etica, il gioco, l'intensità, l'orientamento tra i pilastri dell'attività del centro. Importante la sinergia tra i tecnici federali e le società sportive del territorio".

A tirare le fila e animare la discussione con domande specifiche il vice-presidente vicario del C.R.U. Giampiero Micciani che ha evidenziato i tre aspetti di riferimento imprescindibili per il miglioramento dell'attività di settore giovanile: l'agenzia formativa, la programmazione e la Carta dei diritti dei bambini.

Al termine della tavola rotonda sono stati consegnati i riconoscimenti per alcune Scuole Calcio del territorio: Olympia Thyrus San Valentino, unica Elite della provincia, Amerina, PGS Eriberto Bosico, Sangemini Sport, Ternana Calcio, Terni Est Soccer School, Narnese Calcio, Orvietana, Campitello, AMC 98 e Narnia 2014.

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