Venti anni nel mondo della Formula 1 che non sono trascorsi invano. Andrea Stella, classe 1971, già ottimo calciatore, attratto nel mondo dei motori dalla cronoscalata della Castellana, una laurea in Ingegneria con specializzazione aerodinamica alla Sapienza di Roma, osservato speciale dalla Scuderia Ferrari già durante il corso di studi e assunto, nell’anno 2000, alle dipendenze della gestione sportiva, aggiunge una nuova perla a un curriculum straordinario. A Maranello passa quattordici anni, trascorsi velocemente, come altrettanto rapida si rivelò la scalata verso ruoli sempre più importanti. Componente della squadra test con l’ing. Mazzola, poi veicolista di Schumacher, a seguire ingegnere di macchina del tedesco plurimondiale, ruolo poi ricoperto con Kimi Raikkonen nel mondiale vittorioso del 2007 e proseguito con Fernando Alonso. Lo spagnolo, al momento del distacco dalla Rossa, volle con sé Andrea per la nuova avventura in Mc Laren. Gli inglesi avranno un sacco di difetti, ma quando si tratta di riconoscere i meriti non sono secondi a nessuno. E anche a Woking, nel Surrey, come a Maranello, le qualità dell’ingegnere di Sferracavallo non passarono inosservate. La rinascita della scuderia, quarta nell’ultimo mondiale alle spalle di Mercedes, Ferrari e Red Bull, è anche frutto delle capacità di Andrea. Tant’è che dal primo gennaio del 2020 il grande capo della Scuderia, Andreas Seidl, l’ha promosso al ruolo di Racing Director, la figura responsabile dell’ingegneria e di tutti i compiti operativi durante i Gran Premi, mantenendo quello di Performance Director (Responsabile delle Prestazioni). Nella ristrutturazione, voluta da Seidl, il lavoro di Stella sarà in stretto collegamento con quello di Piers Thynne, direttore della produzione, e Paul James, team manager. Saranno loro tre a riferire a Seidl, nel rispetto delle reciproche competenze. La prossima stagione si annuncia ricca d’incognite. C’è da consolidare una posizione di prestigio e da preparare la macchina per il 2021, anno della grande rivoluzione tecnica. Andrea, per carattere refrattario alle emozioni, starà solo pensando alla mole di lavoro che lo attende. Lui è veramente un grande, un’eccellenza di Orvieto, un patrimonio umano della comunità orvietana. Vincerà anche stavolta.

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