Blocco delle retrocessioni e allargamento dei campionati. Questa l'ipotesi rilanciata dal giornalista Nicolò Schira nel caso, sempre più probabile, di non riuscire a portare a termine la stagione calcistica.

Secondo il giornalista la proposta di molti club di Serie A prevederebbe il blocco delle retrocessioni e la promozione dalla B Serie delle prime due squadre attualmente in classifica. Il campionato di Serie A nella stagione 2020/21 sarebbe così a 22 squadre con 4 retrocessioni nei prossimi due anni in modo da tornare al format a 20 squadre nel 2022. La Serie B passerebbe a 24 squadre: oltre alle prime dei tre gironi di serie C (attualmente Monza, Vicenza e Reggina) salirebbero in categoria superiore anche le seconde di ciascun girone vista l'impossibilità di disputare i playoff per trovare la quarta neopromossa. In Serie C resterebbero così 53 squadre a cui si aggiungerebbero 9 promozioni dalla Serie D e quattro ripescaggi per arrivare a 66 club, cioè 22 per ciascuno dei tre gironi.

E' solo un'ipotesi ma si comincia a ragionare sulla possibilità concreta di non scendere più in campo fino alla prossima stagione e quindi per forza di cose una soluzione bisognerà trovarla. "Chi mandare in Serie B? C'è un paese disperato che cerca mascherine, piange i propri morti, non sa se tornerà ad avere un lavoro e noi litighiamo su promozioni e retrocessioni? Vorrei dire una cosa violenta ma non voglio essere maleducato. E poi questi sono ragionamenti sorpassati: qua bisogna salvare il calcio in primis, altro che classifiche" ha dichiarato Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, a TuttoC.com.

Decidono governo e Figc, ma nel contesto di quella che è attualmente una vera e propria guerra sanitaria, bisognerà tener conto di chi è in testa alla classifica, dice in sintesi il numero uno di Lega Pro. "Partiamo dal fatto - prosegue Ghirelli - che c'è la speranza di terminare il campionato. Io spero ad esempio di giocare domani. Poi c’è chi ha speranza di essere promosso, chi di non retrocedere. Però c’è la realtà. La realtà dice che Monza, Vicenza e Reggina, che si sono fatte in quattro quest'anno per puntare alla B e giustamente sperano di salire, dovranno rapportarsi col sistema. Ma ci sarà tempo per questo, inutile pensarci adesso. A decidere saranno il governo e i ministeri che ci diranno se si può giocare o meno, ci sarà la FIGC che in caso di stop prenderà una decisione. Ma c'è un convitato di pietra, quel virus maledetto, che, ripeto, ti fa capire come promozioni e retrocessioni sono cose estremamente secondarie. C'è un grave problema sanitario in Italia, ci saranno gravi problemi economici. È cambiato il mondo c’è una guerra in atto, non si ragiona più come prima".

A proposito dei possibili tagli agli stipendi dei giocatori: "Con l'Assocalciatori ho messo in piedi un tavolo permanente. Ma in questo caso non siamo in trattativa sindacale, quella puoi farla quando sei nel periodo delle vacche grasse. Noi siamo in guerra, quando finirà bisognerà fare sacrifici. Ritengo che sia miope aspettare: a Tommasi ho proposto un accordo pilota. Chi dirige deve avere forza e metterci la faccia. Prendere subito delle decisioni. Perché più passerà il tempo e più aumenterà l'insofferenza. Se si farà tardi ci frantumeremo. Poi è chiaro: che tagli vuoi chiedere a chi è al minimo salariale? Ma tutti gli altri dovranno concorrere, chi avrà di più dovrà ridare di più. Ognuno dovrà fare sacrifici in base alle proprie capacità".

Altra battaglia di Ghirelli è quella sulla defiscalizzazione: "Chiamiamolo credito d’imposta. Chiediamo una volta di più, al governo, di giocare questa carta vincente. Chiediamo solo un po’ di benzina iniziale, poi il motore della Lega Pro saprà fare strada da solo. Ci metto dentro anche le scommesse: si è parlato dell'1% degli introiti da destinare alle Leghe e alle società. Lo si faccia, si dia il sostegno richiesto" conclude il presidente di Lega Pro.

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