Un altro tricolore a impreziosire il labaro della piccola Orvieto. E il labaro c’entra davvero, perché si parla di spari, partiti, però, dalla fossa olimpica. Che è la specialità di tiro a volo nella quale eccelle Gianluca Casamassima, cinquantacinque anni portati benissimo, secondo orvietano, dopo il grande Peppino Gaddi, a riportare un titolo a Orvieto :” Un successo che mi rende enormemente felice, che serve anche a ricordare un mito della mia gioventù, meritevole, tra l’altro, di una convocazione in Nazionale. Lo sono altrettanto, per aver dato qualcosa alla mia città”. Quindi, anche in questa disciplina, nella quale si tira ad un piattello passante a 15 metri dalla postazione sistemata in una fossa, si può parlare di una pur piccola tradizione orvietana: “Il problema è stato e resta di non avere un campo attrezzato per questa attività specifica. Ricordo come in passato ne esistessero un paio, uno dei quali sotto il Monte Peglia e l’altro dietro il Ristorante “Il cacciatore”, è lì che centrai il mio primo piattello, adattabili alle nostre esigenze. Serviva una passione fortissima per continuare e la disponibilità a spostarsi per chilometri. Con me c’erano altri tiratori promettenti. Tra gli altri, Riccardo Basili, il prof. Carlo Mari, Alessandro Ceci, Luciano Galanelli ed Erasmo Antonini qualche anno prima di noi . Ci recavamo volentieri a Parrano, dove c’era un altro campo, gareggiando per il Parrano Team, certi d’incontrare Veniero Spada, grande maestro, persona disponibilissima, non a caso, oggi, Commissario Tecnico della specialità Compact Sporting. Il cognome Spada è sinonimo di grandi tiratori, con i figli di Veniero bravi altrettanto”. Gareggi per la Società “Tiro a volo Cascata delle Marmore”, fondata nel lontano 1963 alle Marmore e oggi operante a Valleluva di Acquasparta. Si trattasse di una gara, sulla tratta Orvieto – Acquasparta, il miglior tempo sarebbe il tuo: “ Per la verità mi limito ai fine settimana. In pratica ho sempre gareggiato e continuo a farlo, senza allenamento. Ho, però, la fortuna di far parte di un team, che è fra i più organizzati e professionali dell’intero territorio nazionale, con un fior di Presidente nella persona di Ferdinando Donati. Ventuno titoli nazionali non sono piovuti dal cielo, altrettanto le due stelle, argento e bronzo, al merito sportivo”.
Il ventunesimo alloro lo hai portato tu, al termine di una stagione molto complicata: “Un po’, come in tutto lo sport, i programmi sono stati modellati in funzione della pandemia. Per me la stagione era iniziata benissimo, con il bronzo nel campionato Italiano di fossa olimpica cal.20 e un bel 24 nella Coppa "Edmondo Foschi", dove, però, non ho vinto. Ho anche avuto la grande soddisfazione, direi, anzi, il privilegio, di laurearmi Campione Sociale 2020 per sentirmi ancora più legato agli amici della Cascata”.
Hai fatto cenno a un numero, 24 e penso ti riferissi al numero di piattelli colpiti. A questo punto, raccontaci, anche, come si è sviluppato e dove, il successo valso il titolo di Campione Italiano:
“ Ventiquattro è effettivamente il numero di piattelli presi, su un totale di venticinque. La finale si è svolta a Todi, su un campo di tiro situato a ridosso dei Monti Martani. Lo dico, perché le condizioni atmosferiche sono state mutevoli e, il terzo giorno, quello decisivo, siamo stati costretti a indossare la tenuta invernale. Eravamo in 108, provenienti da tutte le regioni, rappresentate da un numero di concorrenti variabile. Noi umbri eravamo in dodici ma i partecipanti sono stati nove, arrivati alla finale al termine di una selezione regionale parecchio agguerrita. Ho provato a tenere una condotta di gara la più regolare, arrivando all’ultima serie, con il punteggio di 115, a pari merito con un altro concorrente. Nella serie decisiva ho totalizzato 22 centri, sotto una pioggia battente, uno in più del più diretto avversario. Quasi non ci credevo. Non sono più un ragazzo, fino a oggi avevo partecipato a due vittorie di squadra con la conquista di un oro e un argento, ma questa ha veramente un sapore speciale. Quasi tutti i competitor erano molto più giovani di me, vincendo mi sono sentito e credo di aver rivalutato quelli con più di ..anta anni”.
Con il titolo hai anche acquisito il diritto per salire in prima categoria. Cosa cambia:
“ Il mio percorso sportivo ha sempre avuto un andamento altalenante, per il fatto che, la nostra specialità funziona un po’ come il tennis, dove sono i risultati che cambiano la classifica. Sono già stato in prima e credo di sapere cosa troverò. Le cartucce non contengono 24 ma 20 gr. di piombo. Il peso fa la differenza, perché, quando spari, hai alcune probabilità in meno di centrare il piattello. Occorre una maggiore precisione e l’allenamento diventa indispensabile. C’è, insomma, un’impostazione del lavoro che richiede una professionalità maggiore. Tutto inizierà dal primo gennaio 2021. Ho ancora tempo per reinventarmi più allenato”.

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