Ha chiuso la gara in 18ma posizione, Danilo Petrucci ha cercato solo di arrivare al traguardo nell'ultima tappa di una carriera decennale in MotoGP. A Valencia Petrux ha pianto in griglia, in lacrime di commozione ha ricordato anche il suo addetto stampa in Ducati Luca Semprini, venuto a mancare troppo presto.

“Non ho rimpianti - ha dichiarato il pilota ternano - è facile guardare indietro e dire che qualcosa sarebbe potuto andare meglio. Ho fatto alcuni errori in passato. Nel 2016 avrei potuto vincere in Germania o a ad Assen, forse nel 2019 ero molto veloce ma ho sofferto molto essere la seconda guida. Anche quando ero veloce non ero sempre preso in considerazione e questa cosa l’ho sofferta e ho pensato a me stesso. Ho cercato di dimostrare chi fossi ma ho fatto diversi errori e perso posizioni in Campionato. Però sono contento di quello che ho fatto e penso che non ci sarà mai un altro pilota con la mia stazza in MotoGP. Gli ingegneri si spaventavano quando sapevano il mio peso, questo ha complicato le cose”.

“Oggi Valentino Rossi all’inizio mi ha chiesto se corressi con la cravatta. Fortunatamente mi ha fermato perché volevo correre anche con gli occhialoni che coprivano le lacrime. Poi gli ho detto che non riuscivo a smettere di piangere e che partivamo malissimo”.

“Emozionare le persone come fa un’artista, che sia un cantante, un pittore, è la cosa più bella che si possa provare. Vedere le persone emozionate è qualcosa che ti da indietro tutti i sacrifici fatti. Per tanti anni ogni volta che sono entrato in pista ed ho salutato le persone presenti in tribuna e sulle colline, vederli rispondere è stato veramente emozionante. Vedere le persone che ti sono vicine più emozionate di te è bellissimo. Sono una persona trasparente, sia quando sono arrabbiato, che quando sono felice, esprime tutte le mie emozioni. Luca (Semprini, n.d.r.) è stato un compagno, purtroppo per solo metà anno. Mi è dispiaciuto non potergli dire un’ultima volta che gli ho voluto bene. Da quel giorno mi ha insegnato ad essere buono con le persone ed è la cosa più bella che mi abbia insegnato”.

“Con Valentino Rossi ho condiviso gli ultimi 10 anni della mia e della sua carriera. In MotoGP abbiamo lottato per tutti i posti, dal primo, fino al 16esimo, 17esimo come abbiamo fatto quest’anno. Un giorno potremmo andare a fare la Dakar insieme in auto, lui guida e io gli faccio da navigatore, adesso farò esperienza e lui in macchina va forte. Sarebbe una figata pazzesca correre insieme la Dakar e magari vincerla. Oggi KTM mi ha fatto una bella sorpresa, ai box c’era anche la moto con cui correrò la Dakar, la KTM 450 Rally. Non smetterò mai di ringraziare KTM, mi hanno voluto molto bene, avevo sempre desiderato correre con loro, aver fatto la MotoGP e fare la Dakar con questa casa è un grande orgoglio. Nonostante i risultati quest’anno siano stati al di sotto delle mie e loro aspettative, hanno visto l’impegno che ho sempre messo. Adesso mi aspetta un’altra sfida e non vedo l’ora di iniziarla”.

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