Sarà in panchina Cristiano Lucarelli domani sera nell'anticipo dell'ultima giornata del girone d'andata. Ternana-Ascoli si doveva giocare il 26 dicembre, poi rinviata per l'improvvisa impennata dei contagi che non ha risparmiato nemmeno il tecnico delle Fere: "Alla fine è passata. E' stata lunga. Mi sono positivizzato il primo gennaio e ne sono uscito ieri. Ero asintomatico. Onestamente a parte gli ultimi tre o quattro giorni che parlavo in turco perchè stavo impazzendo a casa, alla fine sono stato anche fortunato. Ho avuto zero sintomi. Ho visto qualche partita, Ho potuto riflettere, pensare".

Con l'allenatore che ha seguito gli allenamenti a distanza, è stato un periodo complicato anche per la squadra: "Sicuramente i ragazzi non possono essere al top. Abbiamo ricominciato gli allenamenti con 7-8 effettivi. Da lì pian piano gli altri si sono negativizzati. A conti fatti ci sono ragazzi che non si allenano da 15 giorni o altri che non si sono allenati per 15 giorni. Abbiamo recuperato diversi giocatori ma andare a fare una partita di Serie B di livello come l'Ascoli con giocatori che hanno fatto uno o due allenamenti non è semplice. Stiamo cercando di organizzarci e mettere in campo un 11 che garantisca dal punto di vista fisico certe esigenze. Mai come questa volta la formazione la faranno i medici. Ad ora abbiamo forse 3 o 4 giocatori ok. Domani faremo la conta e vedremo. Per quanto riguarda i positivi dobbiamo rispettare la volontà dei giocatori e dunque la loro privacy. Sono stato io l'unica persona dello staff tecnico colpita. Ho la fortuna di avere dei collaboratori di livello assoluto e quindi i ragazzi hanno lavorato nel preparare questa partita al 100% delle possibilità di oggi".

Paradossale che Ternana-Ascoli si giocherà con la capienza al 50% mentre dal giorno seguente, sabato, entrerà in vigore il tetto massimo a 5.000 spettatori. Rispetto a due anni fa lo scenario è cambiato molto, ma è sempre un calcio che dà l'impressione di fare fatica con protocolli e provvedimenti contraddittori: "Io sono sempre per il semplice perché si ottiene il miglior risultato. Mi sono fatto l'idea, avendo vissuto il virus in prima persona e visto che sono tra quelli che non stati chiamati dall'Asl. Penso che quando le Asl intervengono sulle partite è perchè sono sollecitate dalle società. Con tutti i positivi che ci sono ora penso che l'Asl abbia da fare altro che interessarsi delle squadre di calcio. In qualche situazione c'è stata una richiesta di intervento delle società. Tutti i giocatori vivono in una bolla. Noi seguiamo rigidamente il protocollo: facciamo una serie di tamponi, evitiamo le riunioni tecniche negli spazi stretti, applichiamo le regole in modo stretto. Se un giocatore va a casa, poi il primo allenamento lo fa da solo e si spoglia da solo. Il tetto a 5.000 spettatori? Avrei preferito la proporzione. Perchè 5000 spettatori all'Olimpico non sono la stessa cosa che a Venenzia. Lo stesso numero di persone in uno stadio da 90.000 spettatori o in uno stadio da 8.000 non sono la stessa cosa".

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