Per i calciatori della Ternana, la stagione 2025/2026 non è stata una questione di schemi o tattiche, ma una prova di resistenza umana e professionale. Intervenuto alla Maratona Ternana a reti unificate organizzata dalle emittenti televisive della città alla Bct, il capitano Marco Capuano non ha usato giri di parole: "E' stato l'anno più brutto della mia carriera. Ogni scadenza dovevamo farci il segno della croce. Poi il comunicato prima del derby. E' stato complicato conciliare le due cose. Ci siamo ritrovati a fare da "commercialisti e avvocati" di noi stessi, cercando di isolarci in uno spogliatoio dove sono mancate le base per pensare solo al campo".

Le testimonianze raccolte durante la Maratona Ternana dipingono un quadro desolante: ritiri saltati, pasti consumati a casa prima delle gare e allenamenti su campi impraticabili che hanno causato seri infortuni, come accaduto allo stesso Capuano. Eppure, dai calciatori è arrivata la disponibilità a trattare i loro arretrati pur di salvare la Ternana: "Ci dispiace dover pagare i nostri stipendi per gli errori altrui. Ad oggi però quello che ci interessa è salvare la Ternana. Al momento non ci hanno proposto niente. Lunedì avremo una riunione importante allo stadio, con l'avvocato Di Campli, ci dirà qualcosa in più".

Stefano Pettinari ha sottolineato l'impossibilità di vincere in un simile caos, ribadendo che si è parlato di tutto tranne che di calcio: "La difficoltà è che si parlava di tutto meno che di calcio. Ci vogliono persone serie, dovevamo fare i professionisti tutto l'anno e non ci siamo riusciti. Sarebbe stato impossibile per chiunque vincere il campionato. Servono tante cose e non c'era niente quest'anno". Eppure, nonostante la penalizzazione di 5 punti e la sensazione di scendere in campo con la scure del fallimento, la squadra non ha tirato indietro la gamba, come dichiarato da Alexis Ferrante: "L'ultima partita siamo andati in campo da falliti e non abbiamo tirato indietro alla gamba senza pensare al nostro futuro. Non ci è fregato niente del nostro futuro. Siamo qua da tanto tempo, ci auguriamo che questa situazione si possa mettere a posto per il bene della Ternana".

Al centro di questa tempesta, anche il DS Carlo Mammarella ha vissuto sulle montagne russe e non ha mancato di togliersi qualche sassolino dalla scarpa per il benservito e le parole a lui rivolte dal patron Rizzo nella conferenza stampa di gennaio: "E' stata brutta, ho trovato tanti nemici in questa città. Due mesi prima ero entrato dentro casa loro, se ti ospito è perché so chi sto facendo entrare. Sono persone che hanno goduto nel fallimento della Ternana, che sperano di ripartire dall'Eccellenza. Dietro c'era un disegno ben chiaro da parte della famiglia. Hanno sottovalutato la persona. Se per 20 anni l'interno degli spogliatoi qualcosa ho deciso e ho fatto, allora le valutazioni sono state sbagliate. Ci sarà tempo per parlare di tutto. Ci saranno cause e tribunali. In 26 anni di carriera questa volta siamo andati oltre. A prescindere di come finirà questa storia, con determinate persone sono pronto a mettere il mio contratto a disposizione. Se percepisco che c'è la volontà di cambiare, Carlo Mammarella non sarà mai un ostacolo per la Ternana".

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