"Amerina fari spenti" chiede il supporto del pubblico Aria di primato. Tra i colli non si respirava da molto tempo, ci si era dimenticati cosa si prova, che sensazione dà. Certo, il trono è da dividere in 3, siamo solamente alla 5a giornata ed il campionato ancora lungo. Come sottolinea Mister De Mattia (nella foto): “È tutto nuovo per noi, vogliamo andare avanti a fari spenti”. Si aspettava di fare 11 punti in 5 partite senza mai perdere, o credeva di dover faticare di più all'inizio? “Io so che ho una buona squadra. Magari non mi aspettavo di fare tutti questi punti, ma la squadra c'è. Ci manca solo un po' di esperienza nella gestione dei momenti chiave e del possesso palla, come domenica: ancora pecchiamo un po', ad esempio una volta passati in vantaggio dovevamo rallentare i ritmi”. Lei ha impostato la “sua” Amerina con il 4-3-3, che ancora non aveva potuto sfruttare appieno visti i problemi fisici dei due esterni offensivi, Ceccarelli e Pellegrino. Quando anche il primo sarà completamente recuperato, davanti siete potenzialmente devastanti per qualsiasi difesa... “L'importante è che tutti crediamo nel modulo ed in ciò che facciamo. Pellegrino si è allenato pochissimo in settimana ed ho preferito tenerlo inizialmente in panchina. Ceccarelli è sulla strada della guarigione, speriamo di recuperarlo completamente nel più breve tempo possibile”. A proposito di Pellegrino... L'Amerina domenica ha cambiato marcia nel secondo tempo. Merito del suo ingresso, delle parole che ha detto ai suoi durante l'intervallo, del calo del San Venanzo o della vostra buona condizione fisica?“Sicuramente la condizione fisica è ottima. Ho chiesto di alzare il ritmo nel secondo tempo, memore dell'impegno di coppa che il San Venanzo aveva avuto in settimana. Sicuramente Pellegrino è il nostro valore aggiunto. Avevo preferito non rischiarlo, ma è entrato convinto e ci ha dato una grossa mano”.
ATTENTI A QUEI DUE Come già anticipato, domenica è stato l'ingresso in campo di Pellegrino ('86) a far saltare il banco. Certamente il giocatore col curriculum più “pesante” della rosa (primavera Lazio e Fiorentina, Livingston in Scozia, Salernitana, ndr): “Ho avuto una ricaduta sul polpaccio sinistro infortunato in preparazione. Però miglioro e domenica mi sentivo bene. Stiamo facendo bene, abbiamo una buona squadra”. Il fantasista è stato ben coadiuvato da quel motorino inesauribile che risponde al nome di Stefano Lanzi, classe '87, centrocampista in grado di coprire, impostare ed inserirsi, all'occorrenza anche di giocare come ala. Tra i due l'intesa è naturale: entrambi giocavano alle dipendenze di De Mattia alla Pro Calcio Sabina: “Speriamo di centrare i play-off. Mi trovo benissimo, la città è carina e la squadra è competitiva”. I due sono d'accordo anche su altri due punti: la maggiore attenzione e cura che in Umbria si dà ai campi da gioco ed alla categoria Promozione rispetto al Lazio; gli spalti semideserti. Entrambi in coro esprimono lo stesso concetto: “Dipende da noi. Veniamo da una retrocessione, il pubblico si è disamorato. Abbiamo dato finora soltanto l'1%. Sta a noi convincere i tifosi a tornare”. |