Amerina, furia De Mattia: "A Bevagna clima intimidatorio" L'Amerina domenica ha ottenuto un punticino dalla trasferta di Bevagna, uno 0-0 che riposiziona i biancoazzurri al terzo posto, a due punti dal Villabiagio e a quattro dalla capolista Angelana. L'Amerina era priva dei centrocampisti Udeze, Ratini ed anche Lanzi, febbricitante (tant'è che la società ha tesserato mercoledì scorso il mediano Christian Quattrini, classe '76, per affrontare quest'emergenza a centrocampo). Ma mister De Mattia, più che con le assenze ed il campo pesante, se la prende con l'atteggiamento “intimidatorio” che avrebbe ricevuto la sua squadra, ad opera di tesserati e non. Ed è una furia: “Domenica a Bevagna c'è stata un'autentica caccia all'uomo, dal primo minuto in campo fin dentro gli spogliatoi e anche dopo. Certe cose si vedono in Terza Categoria, non certo in Promozione. Quattro-cinque dirigenti ci hanno accolto, ma poi hanno fatto gli infimi, insultando noi e la terna arbitrale per tutto il match. In campo ci hanno picchiato, Falasco ha subito un intervento assassino da parte di Luca Bibiani sulla nostra trequarti e spalle alla porta. Il ginocchio gli si è girato, ora dovrà fare una risonanza. Dopo tre minuti si è acceso un battibecco e Pellegrino ha rimediato una testata in pieno volto. Abbondanza, che lavora con me, si è presentato con un occhio nero. Alla mia domanda: 'Ma quando te lo sei fatto?' Lui mi ha risposto: 'Alla fine, mister'. Ceccarelli ha subito un destro da dietro”. L'allenatore ne ha anche per la terna ed il commissario di campo, che avrebbero visto e sentito tutto senza però far nulla: “Quando sono andato dall'assistente a lamentarmi, dopo l'intervento subito da Falasco, lui mi ha risposto: 'Lo so, mister. È dal primo minuto che stanno menando. Ma per noi è difficile...'. In campo avevo una squadra giovanissima che, ovviamente, si è impaurita. Alla fine del primo tempo sono andato a lamentarmi con l'arbitro, visto che il cancello che collega il campo agli spogliatoi era aperto, con i quattro dirigenti sopracitati che sono passati di lì e si sono messi dietro la mia panchina, insultando per tutta la durata dell'incontro me, i giocatori e la terna. Cappabianca di Terni, con la faccia pulita di un ventenne, mi ha risposto che era stata una sua dimenticanza, e ha fatto chiudere il cancello. A fine partita sono stato insultato per questo dall'allenatore avversario, perchè avrei pianto. Un solo espulso nelle loro fila, e per doppia ammonizione, ma andava cacciato molto prima. Luca Bibiani mi ha apostrofato così, ad un certo punto: 'Ma mister, quando va a giocare fuori, deve stare zitto e prendercele'. Sembra che le aggressioni non si siano concluse al novantesimo: “Mi hanno fatto rientrare a forza nel mio spogliatoio e ho ricevuto una bottiglietta sulla pancia. Ci volevano menare. Siamo usciti tutti insieme perchè avevamo paura di aggressioni singole. Un nostro dirigente si è lamentato con il commissario di campo, ma questi ha fatto spallucce”. Oltre ad essere furente, De Mattia è anche sconsolato: “Va bene la grinta e l'impegno, ma questo è troppo. Abbiamo giocato non bene, ma sarebbe stato difficile fare meglio. Il clima è stato pesante ed intimidatorio dall'inizio alla fine, ci hanno massacrato e abbiamo subito insulti a profusione. Ma il peggio è rappresentato da quei dirigenti che con falsa cortesia ci hanno accolto, per poi farne di tutti i colori". |