Il lago di Piediluco diventa ancor di più un simbolo del canottaggio azzurro: il primo argento di Londra 2012, parte tutto dalle sponde ternane. E’ qui, infatti, che hanno svolto la preparazione olimpica Romano Battisti e Alessio Sartori, atleti tesserati con le Fiamme Gialle che insieme al loro allenatore Francesco Cattaneo, non si sono unite al resto della squadra italiana, la quale invece ha preparato i giochi a Varese. Il risultato per i due canottieri laziali è stato davvero prestigioso nella specialità del due di coppia, con un’ottima gara che li vedeva fino ai 1500 metri in testa, con la speranza di raggiungere addirittura il metallo più pregiato. Poi nell’ultima parte un leggero calo della coppia laziale, permetteva all’equipaggio neozelandese di conquistare l’oro. Sartori e Battisti, comunque, sono arrivati davanti a squadre ben più accreditate come quella slovena, giunta terza al traguardo. D’altronde, sulle potenzialità di Sartori e Battisti, non c’erano dubbi. In un’intervista apparsa sul 25 luglio sul quotidiano ”Il Corriere dell’Umbria”, il tecnico dei due canottieri, Franco Cattaneo paragonava il lago di Piediluco al quello olimpico di Eton, e di certo non si sbagliava: lo dimostra la medaglia che i suoi due “pupilli” hanno regalato a lui ed ad un’intera nazione. Profetiche, a tal proposito le parole di Cattaneo, che diceva: “Ci sono tutte le premesse per far bene”. E così è stato. Una storia particolare, quella di Sartori e Battisti, qualificati all’ultimo tuffo per Londra, grazie al primo posto nella gara di Lucerna, con un equipaggio interamente societario. Per questo motivo, la decisione concordata con la Federazione Italiana Canottaggio di preparare l’appuntamento olimpico a Piediluco. A tal proposito dopo la regata di Londra, le affermazioni di Sartori ai microfoni dell’emittente tv Sky, sono state eloquenti: “Il nostro percorso è stato molto difficile. Abbiamo dimostrato di avere le capacità di poter competere a livello internazionale”. Un ruolo determinante svolto dal coach Franco Cattaneo, il quale sulla località di allenamento per i suoi due atleti, rappresentata dal lago ternano, sempre il 25 luglio dichiarava: “Come clima e lunghezza Piediluco somiglia molto al campo gara di Eton”. Onore e merito, quindi ai due rematori Sartori e Battisti, i quali sono riusciti nell’impresa di conquistare la decima medaglia italiana alle Olimpiadi: e se finissero adesso i giochi sarebbe l’unico metallo per il canottaggio italiano, con il resto della spedizione sia maschile che femminile che si è allenata a Varese, e non a Piediluco. Grande soddisfazione, quindi, per tutti gli appassionati di questa disciplina, con Piediluco che diventa sempre di più un trampolino di lancio per le grandi imprese sportive che rimarranno sempre nella storia, e che recita quindi maggiormente un ruolo chiave nel canottaggio azzurro: Sartori e Battisti docet.

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