Il Tabellino

ORVIETANA – AMERINA 2 – 0

ORVIETANA: PERQUOTI, AMMENDOLA, OLIVIERI, COTIGNI, NUCCIONI, AVOLA G.,BARTOLI (56’ COCHI), AVOLA F., SERAFINI (82’ FRELLICCA), BRESCIA, POLIDORI. ALL. FATONE

AMERINA: STANZIAL, SCOCCIONE, COLANGELO, SCAIA (72’ CEGLIA), CARDINALI, GATTI G., SOLI (62’ KHYEL), SACCONI, MILIACCA, COPPINI (76’ GATTI F.), MOSCATELLI. ALL. NICOLAI

ARBITRO: CASTRICA DI TERNI (CAPICCI – MOSCATELLI)

MARCATORI: 2’ NUCCIONI, 67’ aut. CARDINALI

La prima considerazione è per l’Orvietana, vittoriosa dopo due turni e, per la prima volta, con la rete inviolata. Che è forse, la più bella soddisfazione per il tecnico, Riccardo Fatone, il quale, è presumibile si sia visto costretto ad alzare un po’ la voce con i giocatori, dopo un primo tempo gestito in maniera leggermente gigionesca. Perché di fronte c’era l’Amerina, che almeno in questo momento non sembra un fulmine di guerra e che dopo la prima frazione era sotto di una sola segnatura, auspice la rete di Nuccioni, dopo soli 120”, a chiusura della solita trama sulla consueta pennellata di Brescia dalla bandierina. Diversa la seconda parte, con l’Orvietana a scoprire il suo vero volto e rivelarlo, così, alla tifoseria di casa, che la osservava per la prima volta dalle tribune del Muzi. Impianto dal quale arriva la seconda sorpresa: le operazioni di ripristino non sono state rispettose delle legittime aspettative, per l’ erba un po’ alta e le buche, residuo delle gare di atletica leggera, rabberciate alla meno peggio. Era lecito attendersi qualcosa di meglio. La gestione della partita, pur con qualche eccesso di personalismo e le linee meno compatte del solito, sempre con riferimento al primo tempo, è stata sempre di colore biancorosso. L’Amerina, in fase di rifondazione, può solo recriminare per il clamoroso errore di Miliacca, sull’uno a zero, che spediva la palla alle stelle da non più di due metri. Orvietana diversa quella della ripresa, più determinata e nella condizione di concludere con maggiore frequenza. Il gesto migliore, quello di Polidori: staffilata dai venti metri, rimbalzata sul palo a portiere battuto. Forse c’erano anche un paio di rigori, atterramento di Bartoli e palla toccata con la mano da Cardinali su conclusione di Brescia, poi la rete della sicurezza, con Cardinali a deviare la palla nella propria porta, su un cross di Filippo Avola, destinatario Cochi. Il maggiore degli Avola firmava pure un terzo sigillo, annullato per fuorigioco, tutto da verificare. La vittoria, pur importante, che non cambia, sostanzialmente, la classifica, va interpretata quale inizio di un nuovo ciclo.

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