Il Tabellino

ORVIETANA – CANNARA 0 – 2

ORVIETANA: Sganappa, Mancinelli (49’ Moneti), Frellicca, Bernardini, Nuccioni, Avola, Bonaccorsi (77’ Gulino), Viviani, Carissimi (49’ Mouaha), Locchi, Saleppico. All. Fatone

CANNARA: Battistelli, Massarucci (73’ Baglioni), Ricci, Menchinella (84’ Lolli), Gerarchici, Mattia, Anselmi, Fondi, Fastellini La Cava (74’ Raccichini), Cascianelli. All. Farsi

Arbitro: Di Nosse di Nocera Inf. (Abaterusso – Ciavi)

Marcatori: 17’ Fastellini, 94’ Raccichini

Sono all’incirca 300 i sostenitori di Orvietana e Cannara accorsi al Muzi per una sfida di cartello. Folta la rappresentanza ospite, ma, di tutto rispetto il numero di quelli biancorossi che stanno riscoprendo il piacere di seguire i beniamini locali. Per loro, però, il godimento sarà solo parziale, perché limitato ai secondi quarantacinque minuti e agli ultimi nove in particolare. I fuochi, quelli veri, che scaldano il pubblico dell’Orvietana, iniziano all’85’, con la miccia accesa da Nuccioni, che manca d’un soffio la correzione aerea vincente. A seguire, una plateale trattenuta su Moneti, a un metro dalla porta, sulla quale l’arbitro Di Nosse, arrivato da Nocera Inferiore, incredibilmente sorvola, fra le forti proteste, sia in campo che sugli spalti. Passa appena un minuto per l’intervento miracoloso di Battistelli che soffoca l’urlo liberatorio di Saleppico.

A quel momento, il Cannara stava difendendo coi denti la rete del vantaggio, messa a segno da Fastellini, dopo 17’, con un pezzo di bravura per controllo e precisione, nel corso di un primo tempo nel quale era parsa più marcata la differenza dei valori in campo. A un’Orvietana troppo timida e un po’ condizionata da assenze pesanti, rispondeva la sicurezza di chi sa di essere il più forte e si lascia andare anche a qualche eccesso. Tradotto, la capolista, cui era stata annullata, per fuorigioco, una prima segnatura, non gestiva in modo irreprensibile due o tre occasioni importanti con le quali zittire la voce, già flebile, del gruppo in biancorosso. Atteggiamento, quello dei padroni di casa, che Fatone correggeva all’inizio del secondo tempo. Con Mouaha, prima prudenzialmente in panchina, Moneti a rilevare Mancinelli e arretramento di Viviani sulla terza linea, l’Orvietana diventava più garibaldina e più convinta nei propri mezzi. Un portamento da squadra operaia tutta cuore e i giusti attributi, per comprendere meglio l’occupazione, quasi ininterrotta, della metà campo del Cannara. Ma anche un modo per togliere lucidità agli avversari, cui mancava, soltanto, un cecchino più navigato per piazzare la zampata decisiva, senza togliere nulla alla prestazione di Mouaha e dello stesso Moneti. Al quarto minuto di recupero il raddoppio di Raccichini, ininfluente, con l’autore a ostentare uno show gratuito e assolutamente fuori luogo, in un ambito, fino ad allora, sportivamente corretto.

Foto: Orvietana Calcio (pagina facebook)

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