Appena due gol fatti nelle ultime sei partite casalinghe (la doppietta di Pobega contro la Virtus Verona), in totale nelle ultime 11 partite di campionato dopo l'ultimo successo datato 27 dicembre (Ternana-Teramo 2-1) appena 7 gol segnati a fronte di 17 subiti e solo 4 punti raccolti, oltre all'eliminazione in Coppa Italia con la Viterbese. Numeri impietosi che fotografano il momento della Ternana e spiegano perchè l'obiettivo adesso può essere solo e soltanto quello di tenere a distanza la zona rossa della classifica, riponendo in un cassetto almeno per ora i sogni di gloria ovvero l'accesso alla zona playoff. L'unica nota positiva dello striminzito 0-0 nel recupero con la Sambenedettese è che la Ternana torna a non subire gol. Non succedeva da 15 partite, dal 2-0 alla Fermana dell'8 dicembre. Non è molto ma è qualcosa. Vincere direttamente il campionato arrivando al primo posto da mesi ormai non è più un obiettivo raggiungibile ma le dichiarazioni di Guido Marilungo aiutano a capire il perchè di questa pericolosa e inaspettata involuzione.



"Quando abbiamo iniziato a perdere le partite è subentrata la paura e abbiamo cominciato a non credere più a noi stessi - ha detto Marilungo al termine della partita - ci siamo demoralizzati e quando non si crede in se stessi, non si crede nemmeno nel compagno. Abbiamo toccato il fondo, ma con l'arrivo di Gallo siamo ripartiti da zero. Il gruppo è unito, ma ognuno di noi deve avere più carattere, bisogna prendersi più responsabilità, avere più coraggio. Dobbiamo reagire tutti, non solo uno-due giocatori. Bisogna ritrovare la fiducia nell'altro e aiutarsi, fare anche la corsa in più per il compagno in difficoltà". Se da una parte le ammissioni di Marilungo dimostrano che forse il gruppo non è poi così unito (comprensibile in una situazione come questa) è quantomeno positivo che uno dei calciatori di maggiore esperienza e personalità, anche oggetto di dure contestazioni da parte dei tifosi, venga in sala stampa a metterci la faccia e spiegare con parole chiare ciò che è successo e ciò che sta succedendo. Nessuno disconosce le responsabilità dei calciatori perchè sono fin troppo evidenti. Ma le parole di Marilungo gettano anche una luce sulle cosiddette "componenti" che rendono vincente una società, quella rete di protezione composta di figure esperte di calcio in seno alla società, in grado di attutire i colpi alle prime difficoltà. "Alle prime sconfitte è mancata la fiducia" ha detto in sintesi Marilungo. Gallo lo sa e ce la sta mettendo tutta per guarire la Ternana. Non è semplice ed è per questo che, nonostante le insistenti e simpatiche sollecitazioni di un giornalista di San Benedetto, il terzo mister della stagione non ce la fa proprio a parlare di obiettivo playoff.



Partita per tornare in B dalla porta principale, cioè attraverso il ripescaggio, la Ternana (intesa come società) ha peccato di presunzione pensando di vincere il campionato con la pipa in bocca. Alle prime difficoltà il castello di carta è crollato e la squadra, a dispetto dei curriculum eccellenti, non ha avuto la capacità o non è stata messa nelle condizioni di fare quadrato. Oltre alle giustissime considerazioni di natura tecnica sulla costruzione della squadra in estate, la sua preparazione estiva, il mercato di gennaio incompleto, il vuoto cosmico in alcuni ruoli fondamentali, la fiducia nei propri mezzi e nei compagni è elemento essenziale per avere successo. L'attitudine al sacrificio che porta "alla corsa in più per il compagno in difficoltà". Alla Ternana quest'anno è mancata umiltà, fiducia ed empatia. Capire le cause del male è il primo passo per trovare la cura. E forse lo striminzito 0-0 con la Sambedettese può essere più utile di quanto si pensi.

foto di Stefano Principi da account twitter Ternana Official

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