CASTELLANA 1995: la cronoscalata di Orvieto si disputa, per la prima volta ad Aprile, inaugurando la stagione delle salite di quell’anno. Nel quale la Castellana mantiene la doppia validità: Coppa Italia Auto Moderne e Campionato Italiano della Montagna per auto storiche. Il tempo è incerto, sembra ancora la luna di marzo, con un’alternanza di pioggerella e schiarite a tenere in ansia i concorrenti. Specie quelli in lotta per vincere, con Nappi che non è certo arrivato a Orvieto per fare il comprimario, Irlando stufo delle posizioni d’onore, Ricky Braconi, ormai maturo per ripetere le gesta del fratello Mauro, senza trascurare il valore di un pilota quale Mirco Savoldi, pronto a testare la nuova Breda Brp 1. Piero Nappi (nella foto) mette tutti d’accordo, filando veloce come il vento, tanto da stabilire un tempo fantastico, inferiore di quasi quattro secondi al precedente record di Mauro Nesti. Il rilevamento si arresta sui 3’33”94, al quale il solo Irlando prova a rispondere, peraltro staccato di due secondi molto abbondanti. Il bilanciamento, termine al quale i piloti si affidano, in particolare quando preceduti da un avversario, stavolta c’entra fino a un certo punto. Nappi, con una tale prestazione, mette lo zitto in bocca a tutti. Braconi, memore della disavventura di due anni prima, arriva terzo, molto distanziato, precedendo Domenico Scola e Savoldi, comunque primo dei prototipi CN, classe P2. Maurizio Iacoangeli è nella top ten per l’ennesima volta, così come Proietti, ormai a suo agio sulla Bogani. Nel gruppo N, classe 1300, prevale Ingrassia, con gli orvietani Passero e Chioccia piazzati in posizioni d’immediato rincalzo. Sandroni e Paletta fanno la voce grossa nelle classi 1600 e 2000. La bella sorpresa arriva nella 2500, dove Fabrizio Fattorini salito, per la prima volta, su la BMW M3 con i colori del concessionario locale, strapazza tutti con un ottimo tempo, migliore di quello ottenuto da Bonaccorsi, con la più potente Escort C. 3000. Marco Poponi, nel Gr. A, chiede qualcosa in più alla sua Golf per avere la meglio sulla Kadett di Gallo e la vettura tedesca ne esaudisce il desiderio. Silvano Laschino, pure lui con la Golf, chiude il podio, sotto il quale troviamo ancora Marcello Gradoli e l’inseparabile VW Scirocco. Tra le Storiche, nella gara di debutto, sono tante le belle “signore”. La Maserati 200 SI del 1957, di Massimo Sordi ha un pizzico di fascino in più che gli vale il titolo di miss bellezza. Giuliano Peroni con l’Osella PA 3 e Mario Breschi su Lola sbaragliano il campo, ma senza andare a punti, essendo le due vetture “periodo H”. Il successo va a Rizzi, sulla Lotus 23 B

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