La Nazionale di calcio italiana rappresenta un po’ la cartina al tornasole di tutto l’ambiente e nel 2018 gli azzurri hanno toccato uno dei punti più bassi della propria storia con la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia. Grazie a un lavoro di pianificazione, la FIGC è riuscita non solo a ricreare entusiasmo attorno alla Nazionale di Mancini, ma tutto il movimento sembra finalmente respirare una nuova aria, con i nostri club nuovamente protagonisti in Europa e tante realtà di categorie minori che stanno risalendo la china.



La Serie A e la Nazionale italiana si riprendono la scena internazionale

Sono dieci anni che una squadra italiana non vince un trofeo in Europa, dal famoso triplete dell’Inter di Mourinho. Dal 2010 il calcio italiano non riesce a far sua una competizione internazionale, ma quest’anno qualcosa è cambiato. La stagione calcistica sia italiana che europea è appena terminata e il bilancio per il movimento italiano è più che soddisfacente. In Champions League abbiamo avuto Napoli, Atalanta e Juventus che sono arrivate fino ai quarti; forse l’unica a deludere è stata proprio la Juventus che, in seguito all’eliminazione per mano del Lione, ha esonerato Sarri ed è passata sotto la guida di Andrea Pirlo. Il Napoli, pur avendo davanti a sé un’impresa proibitiva, si è comunque comportato bene, non sfigurando affatto contro il Barcellona di Messi, mentre l’Atalanta ha tanti rimpianti nonostante il risultato più grande dei nerazzurri fosse già di per sé la stessa partecipazione alla massima competizione per club in Europa. Altri nerazzurri protagonisti a livello internazionale sono stati gli uomini di Conte, che sono arrivati in finale di Europa League venendo sconfitti dal despota della competizione: il Siviglia di Lopetegui che quest’anno porta in Spagna la sesta Europa League della sua storia, allungando il record. Anche il bilancio della nazionale di Mancini è positivo, non soltanto per la schiacciante vittoria nel girone di qualificazione per gli Europei 2020 che l’ha posta di diritto secondo addetti ai lavori e quote delle scommesse sportive sul calcio al 31 agosto fra le prime sette favorite alla vittoria dei prossimi Europei a quota 13,00, ma anche per tutto l’entusiasmo che l’allenatore marchigiano è riuscito a ricreare attorno ai colori azzurri e per la mentalità vincente e di “gioco” che ha saputo trasmettere ai suoi. Inoltre, la nostra nazionale è in assoluto fra le più giovani d’Europa e del Mondo, avendo una media età di 26,6 anni.



Cadetteria, Serie C e Serie D: qualcosa di positivo si muove

Così come la nazionale italiana di calcio è la punta dell’iceberg di un movimento intero, allo stesso modo i campionati “minori” ne sono la risorsa, la base e il futuro. Fa quindi piacere poter osservare realtà come il Monza salire in maniera importante, determinata e organizzata dalla C alla B con alle spalle una presidenza esperta, competente e lungimirante. Fa altrettanto piacere riaccogliere a braccia aperte in cadetteria la Reggiana, la Reggina e il Vicenza, realtà storiche del calcio italiano. Sarà una Serie B quindi che ricorderà molto quella degli anni ‘90, con l’aggiunta di club che sono diventati solidi e continui negli anni 2000: questo è il caso di Chievo Verona, Cittadella, Frosinone e Pordenone, tutte realtà con una pianificazione e una strategia aziendale lunga più di dieci anni. Per ciò che concerne la Serie C, la terza serie del campionato italiano riserva sempre delle sorprese e difficilmente i pronostici vengono rispettati. Ecco che il Bari di De Laurentiis dovrà riprovarci quest’anno, in un girone “C” in cui anche la Ternana vorrebbe ripetere il buon campionato dell’anno scorso e in cui i derby non mancheranno. Il campionato di Serie C, che prenderà il via il 27 settembre, in particolare nel girone C, vedrà infatti la presenza di squadre e piazze di altra categoria, facendo sembrare il girone quasi una “succursale” della Serie B: Bari, Ternana, Palermo, Catania, Avellino, poi ancora Juve Stabia e Turris. Nel girone “C” ci sono addirittura ben 86 partecipazioni totali alla Serie A fra Bari, Palermo, Avellino e Catania, numeri che danno l’idea di che tipo di campionato ci sarà da affrontare.

Il calcio italiano sta vivendo un momento positivo dopo essere caduto molto in basso sia a livello di club che a livello di nazionale. Si sa che nei momenti di rivoluzione è importante che ci siano gli uomini giusti a fare strada e Mancini, alla guida degli azzurri, sembra l’uomo giusto al momento giusto. La concomitante crescita di club come Monza e Cittadella e la rifondazione di realtà come quelle di Palermo, Catania e Padova lasciano ben sperare per il futuro. Il calcio italiano è sempre nato in periferia per poi diventare grande a livello internazionale e puntare sui giovani è sempre stata la chiave per i nostri successi.

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