“Con la parziale riapertura degli stadi di calcio al pubblico la figura dello steward andrà incontro a uno scenario tutto nuovo: il settore della sicurezza in generale, e sportiva in particolare, nell'era covid è mutato drasticamente”. Così Ferruccio Taroni, presidente dell’A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale dei Delegati alla Sicurezza, che riunisce Delegati alla Gestione Evento (DGE) e steward di tutta Italia, fa il punto in merito alla prossima riapertura, seppur parziale, degli spalti ai tifosi di calcio.

“I settori dell’accoglienza e della gestione dei tifosi in ottica sicurezza sanitaria - spiega Taroni - non potranno sicuramente essere gestiti soltanto con i consueti criteri, quali gestione della folla e della sicurezza. Si presenterà uno scenario nuovo per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro: servirà quindi una formazione che prepari gli steward a questa nuova realtà, e un ragionamento di larga prospettiva che permetta a ciascun operatore di poter comprendere la responsabilità connessa a un ruolo che, nella realtà odierna, acquista ancora più valenza. Dovremo quindi aiutare gli steward con una formazione adeguata e aggiornare chi aveva ricevuto la formazione funzionale al precedente modello di fruizione dello stadio. Questo però non è al momento possibile, poiché non sono ancora definite le modalità formative adattate alla nuova realtà. Attualmente, si potrebbe organizzare on line solo la parte teorica dei corsi, i quali necessitano però, per legge, anche di attività pratiche tutt'ora non concesse. Le riaperture al pubblico previste per maggio e giugno vedranno quindi operare steward formati secondo criteri non più attuali, che potrebbero essere rimasti inattivi per molto tempo ed essere ora richiamati a lavorare senza essere effettivamente addestrati alle nuove modalità”.

“Andes - prosegue Taroni - si è resa disponibile a portare il proprio bagaglio conoscitivo e la propria esperienza pratica, sperando così di velocizzare la redazione del necessario aggiornamento delle linee guida per la formazione stewarding, che, ad oggi, non risulta ancora pubblicato. In assenza di questo aggiornamento, infatti, le riaperture non avverranno in modo adeguato, poiché al personale non è stata erogata la formazione necessaria. Altro fattore da tener presente è il fatto che l'assetto a porte chiuse ha richiesto l'impiego di un numero assai esiguo di steward e molti non riprenderanno il lavoro, per vari motivi, come per esempio la possibilità di ottenere il reddito di cittadinanza o i sussidi di disoccupazione che spesso sono incompatibili con altri redditi, come proprio quello dello steward. Ne consegue che oltre alla mancata preparazione degli steward, si presenterà anche il problema della mancanza degli steward: pochi e impreparati. E' quindi urgente adottare dei provvedimenti che possano non disincentivare chi cerca comunque di dare dignità alla propria capacità lavorativa”.

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