“C’è il rischio concreto che alla ripresa dei campionati di calcio ci sia il problema della carenza di steward. Con la necessità magari per i club di doversi rivolgere a volontari esterni al circuito dello stewarding. Per questo è necessario accelerare sulla strada della formazione professionale, perché il post covid impone una gestione della sicurezza totalmente diversa: saranno diversi i tifosi, saranno diversi gli steward. Su questo Andes sta facendo la propria parte”. Puntare forte sulla formazione per evitare, alla ripresa dei massimi campionati di calcio, situazioni di potenziale rischio per la sicurezza; incrementare i percorsi di formazione professionale per gli steward, aggiornandoli ai modelli più recenti dovuti alla pandemia; e un plauso alle nuove linee guida pubblicate nei giorni scorsi dalla Figc, che hanno accolto anche diverse istanze presentate da A.N.DE.S. Questi i temi affrontati nel corso del 24esimo congresso nazionale dell’A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza, che in tutta Italia mette insieme oltre trentamila Delegati alla Gestione Evento (DGE) e steward, dal titolo “Pubblico negli stadi e Covid: quale equilibrio?”, svoltosi nelle sale del Best Western Premier Hotel di Roma, nel pieno rispetto delle normative anticontagio.

“La gestione di un evento sportivo nel post covid - ha spiegato il presidente A.N.DE.S, Ferruccio Taroni - sarà completamente diversa rispetto a quella a cui siamo abituati. Saranno differenti i tifosi e saranno differenti gli steward, oltre alle procedure da mettere in campo. Per questo servono aggiornamenti e corsi di formazione per poter arrivare ad avere professionalità adeguate alla ripresa dei tornei. C’è da considerare infatti che già prima della pandemia il numero degli steward era appena sufficiente, quasi al limite. I lockdown poi hanno costretto molti giovani a cambiare professione, in più alcune forme di assistenzialismo del governo hanno disincentivato la prosecuzione di un lavoro poco retribuito come appunto quello dello steward. Ecco dunque che il rischio è quello di vedere i club, anche di serie A, costretti a reclutare volontari esterni al circuito dello stewarding”.

Diversi gli interventi nel corso del congresso nazionale. Fabio Volontè, medico socio aggregato Fmsi e consulente sanitario A.N.DE.S, il quale ha parlato delle “basi su cui costruire la sicurezza sanitaria nell’evento sportivo”. Molto seguito l’intervento a seguire del professor Antonio Zuliani, consulente Andes nell’ambito psicologico e studioso in particolare dei comportamenti dei tifosi, il quale ha approfondito il tema “La presenza allo stadio nell’epoca post covid: nuovi riti per diminuire la tendenza all’assembramento”. Per la Lega Pro era presente Giovanni Marchi, il quale ha spiegato come la terza serie sia sempre stata pronta all’innovazione tecnologica negli ultimi anni. A seguire, Carlo Alberto Bonalumi della Corus Srl ha parlato della “realizzazione e gestione dei sistemi di backup per l’illuminazione all’interno degli stadi di calcio”, mentre Matteo Marcheggiani e Lorenzo Zanoni della Commissione formazione steward dell’Andes hanno approfondito i temi relativi proprio ai percorsi di formazione avviati da Andes. Francesco Davalli, della commissione tecnica dell’Andes, ha affrontato l’argomento: “I problemi della riapertura: quanti steward servono? Una proposta di dimensionamento”, mentre Massimiliano Boari della Skidata Italia ha approfondito il tema “Il contributo dei sistemi di controllo accessi, audio e videosorveglianza per un ritorno sicuro allo stadio”.

Intanto Andes, in vista della prossima stagione, ha organizzato i corsi di formazione stewarding, in corso di svolgimento, relativi alle figure di capo unità, coordinatore di settore, responsabile di funzione, delegato gestione evento, corso di aggiornamento stewarding (24 ore). Tutte le informazioni sul sito associazioneandes.it.

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