Lorela Cubaj è tra i volti simbolo della nazionale italiana femminile di basket che, dopo 32 anni, ha conquistato la qualificazione ai Mondiali in programma a settembre a Berlino. Nata a Terni nel 1999 e cresciuta nella Pink Basket, la giocatrice della Reyer Venezia è ormai una stella internazionale.

Nel torneo di qualificazione disputato a Porto Rico, Cubaj ha avuto un ruolo centrale, distinguendosi per solidità ed efficacia sotto canestro, ma anche per la capacità di incidere nei momenti decisivi. Prestazioni di rilievo sono arrivate contro la Nuova Zelanda quando è stata eletta MVP con 12 punti (6/6 al tiro) 6 rimbalzi e 3 stoppate, ma anche contro gli Usa dove è stata la migliore delle Azzurre con 9 punti, 7 rimbalzi, 2 palle rubate e una stoppata, e poi nel decisivo match contro la Spagna chiuso proprio con un suo tiro da tre e un totale di 9 punti e 8 rimbalzi.

Dopo il bronzo europeo lo scorso giugno ad Atene, la famiglia e il club in cui è cresciuta preparano già la spedizione a Berlino per il Mondiale del prossimo settembre. «Ormai Lorela non ci stupisce più - ha dichiarato Max Porcu, presidente della Pink Basket, al Messaggero - non è la più brava giocatrice d'Italia, ma è la più forte e determinante degli ultimi anni. Noi della Pink ci stiamo preparando per andare a Berlino perché vogliamo incitare Lola di persona e dimostrale tutto il nostro affetto che si merita pienamente». A Berlino ci sarà anche la famiglia di Lorela: «Ci stiamo organizzando - dice mamma Resi sempre al Messaggero - è un'emozione bellissima, da tanti anni Lorela gioca con questo gruppo che è nato nelle nazionali giovanili. Si conoscono e sono molto unite, questo è il segreto. Sono cresciute, maturate e sono passate attraverso sconfitte e tornei in cui tornavano a casa prima di noi famigliari. Ma negli ultimi due anni stanno raccogliendo i frutti. Quando l'ho sentita mi ha urlato 'siamo troppo forti tutte insieme' ed è proprio vero». L'abbraccio in famiglia a Terni è previsto a breve ma sarà veloce perché Lorela deve tornare a Venezia dove la Reyer sarà impegnata nella final six di Eurolega: «Dovrebbe tornare un giorno o due al massimo, prima della ripresa degli allenamenti. Le preparerò la pasta al ragù che le piace tanto ma che non si prepara mai da sola perché dice che è troppo lunga da fare».

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