"Il progetto di fusione tra Orvietana e una società di calcio a 5 per far rinascere la nuova Ternana per ripartire dalla Serie D, mi lascia molti dubbi di natura tecnica e non credo che la Federazione possa acclarare ed accettare una cosa del genere".

Così l'esperto di diritto sportivo, avvocato Donato Di Campli, che ha seguito da vicino la questione Ternana in particolare le interlocuzioni tra i calciatori e l'Aic, fa una panoramica sugli aspetti che la Federazione dovrebbe valutare per avallare l'operazione. Mentre si rincorrono notizie sempre più insistenti che anche la seconda asta del 22 maggio andrà deserta (il termine ultimo per la presentazione delle offerte scade domani, giovedì) e quindi la Ternana sparirà dal calcio professionistico, l'avvocato Di Campli si dice scettico sul Piano B del sindaco Bandecchi.

"I problemi possono essere molti - scrive Di Campli sui social - sia sul piano sportivo che su quello civilistico e politico-federale. Ed è proprio per questo che la FIGC guarda queste operazioni con enorme attenzione. Nel caso di fusioni, conferimenti o continuità territoriali, i principali problemi sono questi:

La contestazione della continuità territoriale è il primo ostacolo. Se la FIGC ritiene che le città siano troppo distanti, non ci sia identità territoriale comune, la tifoseria non riconosca continuità, l’operazione sia artificiosa, può negare l’autorizzazione. Per esempio, una cosa è una fusione tra realtà confinanti o storicamente collegate, altra cosa è tentare di “trasportare” un titolo sportivo da una città all’altra.

Elusione delle norme sportive. La Federazione teme soprattutto che queste operazioni vengano utilizzate per evitare fallimenti, cancellare debiti, saltare categorie, evitare penalizzazioni, liberarsi di contenziosi fiscali o federali. Se percepisce un’operazione “fatta solo per salvare il titolo”, interviene.

Il problema dei debiti sportivi è centrale. La FIGC pretende chiarezza su debiti verso tesserati, stipendi, contributi, lodi arbitrali, debiti federali. Se l’operazione appare come uno strumento per scaricare i debiti nella vecchia società e mantenere solo il titolo sportivo, diventa molto rischiosa.

Opposizione della tifoseria e della politica locale. Nel calcio il fattore identitario pesa tantissimo. Una fusione può creare proteste dei tifosi, ricorsi, pressione politica, interventi dei sindaci, contestazioni mediatiche. Molte operazioni saltano più per motivi ambientali e politici che giuridici.

Problemi con la matricola e la storia sportiva. Chi mantiene matricola, colori, stemma, anno di fondazione, palmarès sono aspetti delicatissimi. Per i tifosi, perdere identità storica equivale quasi a perdere la società.

Rischio di ricorsi. Altre società possono impugnare l’operazione davanti al Tribunale Federale, alla Corte Federale d’Appello, al Collegio di Garanzia CONI. Specialmente se ritengono alterata la regolarità dei campionati.

Tempistiche rigidissime. Le NOIF prevedono termini molto stretti, soprattutto tra fine campionato, iscrizioni, cambi di affiliazione. Basta un errore documentale o un ritardo per compromettere tutto. Nel caso specifico di piazze importanti come Terni, poi, il problema diventa anche mediatico e politico. La FIGC tende sempre a evitare precedenti che possano sembrare “salvataggi creativi” fuori dalle regole, perché poi ogni altra società chiederebbe lo stesso trattamento".

ALTRI ARTICOLI

CERCA NEL SITO

Serie C gir.B
Squadra Pt G
Arezzo 79 34
Ascoli 71 34
Ravenna 67 34
Campobasso 55 34
Pianese 49 34
Juventus NG 49 34
Pineto 49 34
Gubbio 48 34
Ternana 47 34
Vis Pesaro 46 34
Livorno 40 34
Forlì 39 34
Carpi 37 35
Guidonia Montecelio 36 34
Sambenedettese 35 34
Perugia 34 34
Torres 33 35
Bra 28 34
Pontedera 19 34
Rimini -15 0

ULTIME GARE DISPUTATE