Le elezioni di sabato 23 maggio segneranno la fine del periodo di commissariamento per il comitato regionale del Coni Umbria. In lizza per la presidenza ci sono Andrea Arena e il ternano Fabio Moscatelli. Sul Corriere dell'Umbria i due candidati hanno presentato programma e squadra al seguito.

Nato a Terni 65 anni fa, 45 anni di carriera come tecnico e 30 come dirigente nella Federazione Italiana Tennis, Fabio Moscatelli ha vissuto lo sport fin dall'infanzia, passando dal calcio (nel ruolo di portiere) a un amore viscerale per il tennis, sbocciato grazie a una racchetta regalatagli dal padre.

"Ho avuto la fortuna di nascere a pochi passi da impianti sportivi - racconta al Corriere dell'Umbria - quasi fosse un segno del destino. Un giorno mio padre tornò a casa con una racchetta Pietrangeli per bambini di 4-5 anni e cominciai a giocare a tennis. Da lì è nato un grande amore, il mio sport principale prima da atleta e poi da tecnico. A 19 anni andai a fare il corso da allenatore-istruttore di tennis e scoprii un altro mondo. Mi appassionai, iniziai a studiare. Questa passione è durata 45 anni. Contemporaneamente al percorso tecnico, da 30 anni ho intrapreso un percorso dirigenziale nella Federazione italiana tennis. Il tratto fondamentale del mio approccio con lo sport è stato quello di essere un educatore che deve seguire i propri allievi anche nel proprio percorso personale oltre che tecnico".

Perché ha deciso di candidarsi?

"Lo sport mi ha dato tanto e ritengo sia arrivato il momento di restituire qualcosa. Credo che la mia regione abbia bisogno che lo sport sia gestito nella maniera migliore possibile. Si possono avere idee diverse, ma non accetto imposizioni e sono un uomo libero. Alcune federazioni mi hanno chiesto la disponibilità per approntare una squadra, un programma e un progetto e io ho accettato. La squadra che vincerà sarà rappresentativa di tutti, perché lo sport è di tutti".

I punti del programma

Rapporti istituzionali: rafforzare il legame con la Regione, le amministrazioni locali, gli enti di promozione sportiva e il mondo della scuola.

Scuola dello sport: creazione di una moderna struttura regionale dedicata alla formazione d’eccellenza per tecnici e dirigenti.

Impiantistica sportiva: censimento capillare delle strutture esistenti e mappatura dello stato degli impianti, puntando su sicurezza e adeguamento normativo.

Collaborazione pubblico-privato: coinvolgere i privati per investire nello sport, inteso come investimento primario sulla salute dei cittadini.

La squadra

"Abbiamo ragionato insieme agli enti, alle federazioni e alle persone che ci hanno dato disponibilità, creando un mix di gioventù ed esperienza. Anche noi però abbiamo allargato il discorso: sette persone non bastano per gestire il movimento sportivo e abbiamo deciso di istituire commissioni che si occupino di settori precisi, affidate a persone con competenze specifiche. Serve una partecipazione allargata, competenze mirate e ascolto verso le società sportive".

Umbro Brutti (presidente regionale Federbocce, consigliere nazionale e delegato provinciale Cip), figura di grande esperienza già presente nella passata Giunta, un membro che può dare un contributo importante in termini di esperienza

Fabio Pantalla (presidente della Federazione atletica leggera), giovane dirigente fortemente voluto perché porta un carico di esperienza e di entusiasmo

Costanza Laliscia, campionessa di endurance equestre, che a 25 anni rappresenta un investimento per il futuro del movimento

Laura Silei (rappresentante dei tecnici) proveniente dal triathlon, esperta di formazione

Laura Carnevali (presidente regionale Endas) rappresentante degli enti di promozione e consigliere nazionale

Antonello Menconi (rappresentante degli atleti) esperienze anche extra

David Scappini (presidente regionale Figest) dirigente esperto per giunta in uno sport che si coniuga bene con il turismo

Gli impianti

"Lo sport non si può fare se non ci sono condizioni ottimali, a partire dalla sicurezza. Il primo passo è creare un censimento delle strutture, per avere una mappatura chiara. Bisogna coinvolgere più persone possibili, perché investire sullo sport significa investire sulla salute, e quindi anche i privati oltre agli enti istituzionali. Abbiamo problemi sulle normative, per questo la comunicazione da parte del comitato olimpico diventa più che mai importante".

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