L’amicizia è il filo che lega, da sempre, Andrea Fravolini, Luca Giovannoni, Daniele Pelorosso, Diego, fratello di Andrea. Nasce sui banchi di scuola, sono accomunati dalla passione per lo sport del motore, giocano con i motorini del tempo, inventandosi modifiche più o meno riuscite ma sempre verificate sul primo spazio libero, lontano da occhi e controlli indiscreti. Andrea è il titolare di Kedda Racing, factory orvietana, specializzata nella preparazione e assistenza sui campi di gara di macchine da corsa. Il nome scelto, Kedda, rientra anch’esso, nel novero delle amicizie. I quattro ragazzi, oggi uomini, non dimenticano l’amico che non c’è più. Francesco Scarino, scomparso qualche anno fa, per un incidente motociclistico era uno del gruppo, che lo aveva soprannominato Kedda. Quando Andrea si è trovato a scegliere il nome da dare alla sua azienda ha scelto quello che ricordava un amico. Kedda factory, adesso, si trova a Orvieto Scalo e lì è facile incontrare Luca e Daniele per un momento di cazzeggio, spesso creativo. Luca, pilota per qualche domenica dell’anno, è anche il logo designer e art director dell’abbigliamento nonché delle inserzioni pubblicitarie su macchine e moto da competizione. Daniele tiene la sua Clio sui cavalletti all’interno di Kedda e continua a sfogliare la margherita tra proseguire o considerare conclusa la carriera di pilota. “Secondo me non sa cosa vuol fare – sbotta sorridendo Andrea”. Fravolini, in questo momento, è tutto concentrato nell’ultimare la Wolf Thunder di Denny Molinaro. Il prossimo fine settimana segnerà l’inizio del CISP (Campionato Italiano Sport Prototipi), dove, il pilota calabrese proverà a essere il migliore fra i migliori. Lo scorso anno fu tra i protagonisti, rallentato, però, da guasti perlomeno bizzarri. “Abbiamo avuto problemi per la rottura di particolari che definirei, accessori di poco conto, costati tanti punti preziosi. Speriamo di aver saldato il conto con la sfortuna”. Ma Kedda non è soltanto la macchina di Molinaro. Andrea, complice silenzioso Diego, sta lavorando su una Renault Clio da 400 CV e sono in via di definizione importanti accordi per l’assistenza a vetture impegnate nelle salite. “Per adesso non posso dirti di più, però sarà qualcosa di veramente importante”. Il truck con il quale Kedda raggiunge i campi di gara è pronto davanti all’officina, come pure i bagagli. Si ricomincia. Meno liete le due splendide figlie di Andrea ormai abituate, complice il COVID, ad avere il papà, di domenica, tutto per loro.

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