Di fronte a noi c’è un Presidente, Roberto Biagioli, caldo e carico, in netto contrasto, con il clima di questi giorni. L’Orvietana si è imposta sul Massa Martana, nel modo che lui preferisce: “Effettivamente è stato bello. La squadra non si è mai distratta e c’ha creduto fino alla fine. Riallacciandomi ad alcune dichiarazioni, fatte una decina di giorni addietro dai dirigenti dello Spoleto, abbiamo dimostrato anche noi, segnando quattro gol e vincendo la partita, che anche l’Orvietana non molla mai”. L’accenno allo Spoleto devia, un pochino, il discorso al quale eravamo preparati: “Io, per natura, non esagero mai. Il pareggio, al minuto 96, dopo aver tirato in porta solo due volte e su calcio di rigore, mi avrebbe portato a dire, magari, è andata bene, siamo stati fortunati. Anche Alvaro (Arcipreti), che è stato e sarà sempre un amico, presumo per difendere interessi di bottega più che legittimi, è andato un po’ oltre, avventurandosi su argomenti che non gli sono chiari. Come sui rinforzi, Locchi, Colace e Bricchetti, che sarebbero poi due, stante la partenza di un altro già in rosa. Direi che, tutti e tre, siano giocatori di prospettiva. Anche Colace, che è vero, ha 35 anni, ma per il giocatore che è potrà rimanere con noi fin quando lo vorrà. La sua presenza, in campo e nello spogliatoio, si sta rivelando preziosa per quelli più giovani. Perché è vero che l’Orvietana ha un pacchetto di giovanissimi, com’è certo che, nella fascia direttamente superiore sopra i venti anni siano veramente in pochi. La rosa era un po’ corta e non ce la sentivamo di mandare allo sbaraglio troppi giovani, tutti assieme, con il rischio di bruciarli. Adesso, anche per la rotazione mirata, sulla quale lavora Fiorucci, hanno modo di migliorarsi con gradualità. Ritengo di aver fatto la scelta giusta, confortata da riscontri oggettivi. Gulino, Perquoti, hanno realizzato o partecipato a gol importantissimi, come lo stesso Caciolla, come Bianco che ha anche segnato nell’ultima partita, lo stesso Mosconi in continua crescita. Domenica era in panchina Cincarelli, altro ragazzo che vedremo presto, Fastella e Terracina sono stati soltanto rallentati da problemi fisici. E non dimentico, certo, Sganappa e Cotigni, facenti già parte del gruppo più utilizzato. Discorso a parte merita Frellicca. Per me è già una bandiera della nuova Orvietana. È utilizzato un po’ meno, in questo periodo, perché studia fuori e non può partecipare, con continuità, alle sedute di allenamento. Presto, sono sicuro, tornerà il suo turno”.
Il Presidente è tornato a essere un fiume in piena, si capisce che le chiacchiere susseguenti la partita con lo Spoleto lo abbiano toccato molto e adesso non c’è più bisogno di rivolgere domande:
“Alle volte, vengo accusato di partecipare poco alle attività del settore giovanile. Niente di più sbagliato. Non vado alle partite solo per problemi legati al lavoro, ma sono sempre informato. In quell’ambito, abbiamo lavorato sottotraccia ma sodo. Oggi rivendico con grande soddisfazione il fatto che non si parli più di barriere e contrasti tra prima squadra e settore giovanile. C’è una Società che persegue obiettivi comuni per migliorare la qualità del prodotto. Ciccone fa da secondo a Fiorucci e allena la juniores, che sta andando molto bene, nonostante le chiamate di ragazzi in prima squadra. Ma ciò, a differenza di quanto accadeva in passato, non viene più considerata una negatività. Gli allievi sono primi in classifica nel campionato A1, la massima espressione regionale, e presto potremo attingere anche da lì. Peccato per i giovanissimi, precipitati in un campionato che non può competere all’Orvietana. Ci stiamo lavorando, servirà un po’ di tempo, ma li riporteremo nel posto giusto. Mi piacerebbe, e ci stiamo adoperando in tal senso, che tutte e tre le squadre partecipino, stabilmente, alla massima categoria.
Tolto qualche sassolino dalla scarpa, Biagioli torna sul significato dell’ultima vittoria: “ C’aspettavamo un avversario ostico e tale si è dimostrato. Abbiamo vinto nel recupero per averci creduto davvero, subendo anche il terzo rigore in due partite. Non aggiungo altro, preferisco tenere per me altre considerazioni. La partita era anche più difficile perché i ragazzi venivano da una delusione cocente, con il rischio di un tracollo. Così non è stato e adesso siamo pronti a prenderci altre soddisfazioni”.
Per arrivare dove, Presidente: “ Quando ho chiamato Fiorucci, in primis ho parlato di obiettivo salvezza. Non è cosa fatta, ma stiamo procedendo bene. Se poi, cammin facendo, si presentassero migliori opportunità, non saremmo noi a tirarci indietro. Ho imparato che i proclami non servono. I fatti, invece, sì. Atteniamoci, quindi, al giudizio del campo”.
Cambiamo argomento. A Orvieto, oggi, è innegabile che siano due le realtà impegnate, con profitto, nelle attività giovanili, Orvietana e Orvieto FC. Si aspettava la crescita dei vostri amici rivali?
“Premetto di essere sempre convinto che, , se fosse un soggetto unico ad operare in quell’ambito, le cose funzionerebbero meglio, per il bene dei giovani e del calcio cittadino. Ciò detto, confermo la cordialità dei rapporti con l’amico Presidente, Roberto Lorenzotti, con il quale i contatti sono frequenti e, insieme, stiamo valutando strategie, dalle quali attingere soluzioni che vadano nella direzione desiderata da entrambi. Anche in questo caso non bisogna avere fretta. Se ne uscirà qualcosa, sarà solo migliorativa del presente”.
Chiudiamo con la città e, più in particolare, con il Comune e il Sindaco. Stavolta, l’espressione di Roberto Biagioli si fa un po’ cupa:
“Diversi mesi addietro, sei stato proprio tu a raccogliere le mie dichiarazioni e quelle del nostro Sindaco, Giuseppe Germani, con le sue promesse. Se ricordi, dissi anche che avrei avuto pazienza. Siamo nel nuovo anno e oltre la metà della stagione e ti posso giurare che non è ancora accaduto nulla. Proprio ieri, ho inoltrato la richiesta per un nuovo incontro. Credo sia lecito, da parte mia, iniziare ad avere seri dubbi in merito alla concretezza delle promesse fatte. Sarebbe veramente grave e non per la mia persona, ma per il bene dell’Orvietana”.

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