Il Tabellino

ORVIETANA – TIFERNO LERCHI 2 – 0

ORVIETANA: Beccaceci, Paletta, Bianco, Annibaldi, Dida (84’ Cotigni), De Vitis, Locchi (70’ Marchi), Colangelo (71’ Grizzi), Danieli (77’ Chiumarulo), Mortaroli (74’ Perquoti), Keita. All. Fiorucci

TIFERNO L.: Vaccarecci, Mancini (55’ Sbardella), Terzini, Della Rina, Cangi (66’ Lentini), Bruschi, Bartoccini, Orlandi, Alagia, Lavano. All. Santececca

Arbitro: Capoccia di Perugia (Brizioli – Cardinali)

Marcatori: Danieli 29’ e 44’ rig.

Note: Espulso Lentini all’83’ per comportamento antisportivo.
Spettatori 300 con folta rappresentanza ospite.

L’Orvietana c’è e stavolta alza la voce, zittendo, addirittura la capolista, in un pomeriggio da incorniciare. La prestazione maiuscola era nell’aria e, dopo sette risultati utili consecutivi è arrivato anche quello che serve a fare la differenza. A fine partita, Fiorucci elogia, in blocco, il comportamento della squadra e già pensa alla prossima trasferta con la Narnese, attuale capolista insieme alla Tiferno. I meriti dell’Orvietana li riconoscono anche gli avversari, per bocca del d.g. Bianchi e del tecnico Santececca, pronto a difendere i suoi, autori, a suo giudizio, di una buona partita, ma in netto contrasto con i mugolii del Presidente e dei tanti tifosi al seguito. Il successo con la prima della classe festeggia l’acquisita maturità, con un crescendo non certamente casuale. Beccaceci e compagni, con il portiere autore di un solo intervento, valutabile di rilievo, in tutta la partita, sono stati in leggera sofferenza solo nei primi dieci minuti, quando la Tiferno è riuscita a far vedere il meglio di quanto sa fare. La palla buona per modificare il senso della partita, capita tra i piedi di Orlandi dopo appena tre minuti, con il brevilineo centravanti che mette a lato da eccellente posizione. Trattasi, però, di un fuoco di paglia. L’Orvietana si assesta e inserisce la marcia giusta per guidare la partita, in un viaggio piacevole per se e per il pubblico. I biancorossi sanno che, per tenere sotto controllo la capolista, occorre la manovra tendente a soffocare l’ispirazione della manovra. Si applicano e si trovano alla perfezione rispettando le rispettive competenze, ma soprattutto, riescono a mettere sul piatto quel pizzico di sale in più che provoca la differenza. Dida e Bartoccini sono i due punti di riferimento, con il tifernate che si spegne presto e finisce nell’anonimato. Colangelo salta l’uomo e fa la superiorità numerica, Locchi si sobbarca un lavoro massacrante, non solo di copertura, i due esterni, Mortaroli e Keita fanno della generosità la loro arma migliore, a sostegno del centrocampo e del bomber Danieli. Il quale, si dimostra subito in giornata di grazia e tiene continuamente sulle spine la coppia centrale alto tiberina. La Tiferno, dall’alto di una superiorità almeno oggi teorica, insiste con la difesa alta, rischiando più di una volta sulle imbeccate che arrivano al bomber biancorosso. Questi, dopo un quarto d’ora, è fermato da un fischio dell’arbitro che rimane dubbio, sei minuti dopo serve una palla d’oro a Locchi, che non arriva sulla sfera. Colangelo, versione predone, intorno alla mezz’ora ruba palla su un disimpegno mal costruito dagli avversari, smistandola verso Danieli che la mette dentro anticipando l’uscita di Vaccarecci. Il vantaggio mette le ali all’Orvietana, il cui reparto arretrato alza il muro, risultato invalicabile per gli attaccanti ospiti. Paletta presidia la zona di destra, De Vitis e Annibaldi chiudono al centro, con Annibaldi, fresco di laurea in fisioterapia, che si appropria della lode nella prestazione generale. Bianco, oltre a fare il suo, al minuto quarantadue indovina un lancio dalle retrovie, destinazione Danieli. Eramo è sorpreso, Danieli sgancia la botta che incoccia il braccio del capitano, nel suo estremo tentativo di recupero. Rigore sacrosanto, con perfetta esecuzione di Danieli che raddoppia il proprio bottino. C’è anche la ripresa, con l’Orvietana che rimane in cattedra senza troppo soffrire, il temporalone che si abbatte sul Muzi nei minuti conclusivi e l’espulsione di Lentini, autore di un fallo brutto, quanto stupido, ai danni di Keita.

Foto Orvietanacalcio.it

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