Undici giornate passate in archivio, l’Orvietana, con i suoi 17 punti, 6 in più della passata stagione, la troviamo vicina alla zona play off. Chissà se il quadro piace al Presidente Roberto Biagioli:

“Diciamo subito che l’attuale campionato si sta rivelando più difficile del precedente. Si confermano, così, le previsioni della vigilia. Gli attaccanti faticano a far centro, in generale si segna poco, segno evidente che tutte le squadre dispongono di buona organizzazione. Abbiamo il capo cannoniere del girone, Peppe Danieli, la cui assenza, nelle prime due giornate, ci ha un po’ penalizzato. Credo che la nostra squadra abbia preso il verso giusto, una sola sconfitta nelle ultime dieci giornate, a Narni contro la squadra in testa alla classifica. E aggiungo, non per caso, dovendo obiettivamente riconoscere il valore della formazione rossoblù. Va dato atto ai nostri ragazzi di aver retto bene il confronto, a conferma del mio giudizio positivo. Non anticipo niente, ma, alla fine del mese, con la riapertura delle liste, potremmo fare qualche passo per migliorare la nostra competitività. Ne abbiamo già parlato con Capretti, nostro direttore sportivo, che si sta guardando intorno”.

L’ultima frase incuriosisce. Che stia maturando qualche nuova ambizione?

“No, perché l’obiettivo era quello di divertirci senza soffrire e lo stiamo realizzando. Però, mi piace ragionare in maniera razionale. Mancano quattro giornate al giro di boa, sono in palio dodici punti e anche se non porta bene fare i conti, tutto ciò che verrà di meglio, rispetto all’anno scorso, proveremo a non gettarlo al vento. E qui condivido il pensiero del nostro allenatore quando afferma che, la squadra attuale, per essere giudicata più forte della precedente dovrà dimostrarlo sul campo. Vedremo”.

Quello appena fatto è un buon ritratto, manca qualcosa per definirlo ottimo, perché l’aria che si respira attorno alle due squadre maggiori, la prima e la juniores, sembrerebbe un pochino pesante. Vero? E se è così qual è la spiegazione?

“Ti dico subito che si parla troppo e chiudo”.

Però, Presidente, non crede, con tale affermazione, di sparare in mezzo al gruppo?

“C’è, sotto l’aspetto gestionale, qualche questioncina da sistemare alla quale cercheremo di porre rimedio. Grossi problemi non ne vedo. Se, poi, vogliamo crearli per forza, è un altro discorso. Abbiamo la fortuna di avere due signori allenatori, Fiorucci per la prima squadra e Fatone nella juniores, ma su questo non avevo dubbi fin dall’inizio. Strada facendo, abbiamo perso quattro ragazzi, Mosconi, Caciolla, Gulino e anche Fastella, sempre alle prese con infortuni, sui quali avevamo puntato molto, dopo le ottime premesse del campionato precedente. Abbiamo organizzato un pre ritiro per capire chi e quanti giovani, autori di un’ottima stagione con juniores e allievi, potevano dare affidamento per l’inserimento nella rosa della prima squadra. Qualcuno è andato, altri hanno preferito rimanere nelle juniores. Il calcio è divertimento, ma comporta delle rinunce. Uscire il sabato sera piace a tutti e l’essere con i più grandi non lo permette. E questo è uno dei motivi. Siamo i primi, come società, a renderci conto di come, il numero di giovani disponibili, sia appena sufficiente a soddisfare le esigenze dei due tecnici. Nell’ultimo fine settimana, ad esempio, la modifica dei piani è dipesa dall'attacco influenzale subìto da Bianco. E’ andata bene, diciamo così, a Simoncini, che ha esordito in prima squadra, risultando tra i migliori. Di ciò sono molto contento, come lo fui quando capitò identica cosa con Lanzi, pure lui fu autore di una convincente prestazione. Quando parlo di sacrifici, perché comprendo come a un giovane possa pesare il fatto di passare la domenica lontano, magari per andare solo in panchina o finire addirittura in tribuna, coinvolgo anche i due mister i quali, però, conoscendo la situazione, devono essere intelligenti a non forzare la mano, ma sforzarsi, invece, a tenderla l’uno verso l’altro. Il problema è questo, non è nuovo perché i travasi, specie nel mondo dei dilettanti, sono abbastanza normali. Ricordiamoci, sempre, che i più bravi militano in categorie superiori. Perciò non dobbiamo farne un caso. Io, per natura, quando vigono delle regole, non do ascolto ai cicalecci e preferirei che sui social non si parlasse più di cani e cadaveri quando c’è di mezzo l’Orvietana. Grazie a Dio la Società è ultracentenaria e gode di discreta salute. Senza scordare come le parole, dette a sproposito, finiscono per ritorcersi verso chi le ha pronunciate”.

Presidente, ha notato anche lei il leggero incremento di spettatori al Muzi?

“Sì, qualcosa si sta muovendo, ma siamo ancora troppo pochi. Ad ogni buon conto, se la squadra continuerà a far bene, ho fiducia per presenze ancora più numerose. Le cose vanno meglio anche in trasferta, specie in quelle a corto raggio”.

Domenica scorsa, l’inclemenza del tempo ha di nuovo messo a nudo i problemi d’impermeabilizzazione al tetto della tribuna:

“Purtroppo è vero. La soluzione è complicata, in quanto comporta una revisione generale al sistema. Per molti anni si è continuato a stendere guaine, facili da mettere in opera e non troppo costose. Lo strato formatosi pregiudica, adesso, un deflusso regolare delle acque. Servirebbe procedere a un intervento di tipo diverso, non previsto nelle priorità dell’amministrazione. Ad ogni modo, è vero, cadeva acqua sulle poltroncine e fortuna, vengo per dire, che il pubblico godeva di spazi sufficienti a muoversi, a caccia di seggiolini asciutti”.

Va detto di come i tifosi, in particolare quelli ospiti, non siano stati avari di giudizi, poco lusinghieri, destinati a investire la città nel suo complesso:

“E’ vero. Ma, l’Orvietana Calcio, almeno di questo non può essere ritenuta responsabile”.

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