"L'allontanamento dalla pratica sportiva, l'utilizzo della didattica a distanza e la mancanza di socializzazione esterna, spinge i giovani verso un più intensivo utilizzo degli strumenti tecnologici, cellulare, iPad, computer, con ricerca di siti web particolari e risvolti negativi anche a livello psicologico". Così il presidente dell'Asd Ternana Thyrus calcio a 5 femminile, Giacomo Perugini, che lancia un grido d'allarme sulla disparità di trattamento tra attività sportive professionistiche che proseguono anche sotto la pandemia e quelle dilettantistiche ed amatoriali che invece sono sospese.

Preoccupa in particolare la mancanza di una via d'uscita a questa situazione: "L'ASD Ternana Thyrus calcio a 5 femminile ha fatto tutto quanto in nostro potere e obbligo: sanificazione prima e dopo, per gli spogliatoi ad esempio, le panchine prima della gara e nell'intervallo, i palloni, l'utilizzo di gel, l'autocertificazione, l'individualizzazione e personalizzazione degli strumenti, indumenti, cartellini, borracce. E questo fin dal protocollo di settembre" dice il presidente.

"Tutti soldi anticipati dalla società - prosegue - siamo grati a Mirko Giardinieri e Andrea Minestrini che cercano di tenere alto il morale della squadra con allenamenti individuali ma non è facile, anzi è proprio difficile. D'altra parte per società come la nostra non è possibile sostenere i costi, ad esempio, di un tampone a settimana per 14-15 atlete oltre a tutto lo staff. E' un conto proibitivo, per non dire dell'articolo sulle responsabilità societarie ed in primis del presidente. Non si spiega però - conclude il presidente Giacomo Perugini - perché la serie A, la serie A2 maschile e femminile gioca. Perché per loro è disponibile il Palazzetto, mentre per noi è disponibile solo per gli allenamenti individuali?"

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