Davide Beccaceci, ragazzo romano che ha egregiamente difeso la rete dell’Orvietana nell’ultimo campionato, ci ha inviato lo scritto pubblicato qui sotto. Nel quale si scopre, come il portiere estroverso e un po’ bizzarro, incarna virtù che vanno ben oltre il valore nel salvare un risultato all’ultimo secondo di gioco. Le parole sono semplici, comprensibili e ti rimangono nel profondo, confermando come, il più delle volte, non bastano la pomposità e l’estrema ricerca del difficile a interpretare la grandezza reale del personaggio. Grazie Davide per portarci avanti con espressioni che vanno all’indietro, ma che fanno crescere la stima nei tuoi riguardi. E buona serie D, una volta confermate le voci che ti vedono lanciato il grande salto.

Salve Roberto, mi permetto scriverti questa riflessione, sperando giunga a qualcuno dell'Amministrazione locale.
Quest'anno ho avuto il privilegio di difendere la Storica porta dell'Orvietana.
Ero fra i più giovani del gruppo e, per il ruolo di portiere, di tutta l’Eccellenza Umbra.
Sono stato il primo "acquisto" del direttore sportivo, Severino Capretti che mi convinse a lasciare il Lazio. E’ stato sufficiente conoscere mister Fiorucci e il Presidente Biagioli, unitamente a tutte le persone che curano la struttura con grande professionalità e seguono la squadra, sposando il progetto e le ambizioni dell’Orvietana, per affezionarmi, sia a loro che alla vostra Città. Come sia andata oramai è storia, con il rammarico per un paio di pareggi, quando avremmo meritato la vittoria, e la quasi certezza che, se il campionato fosse finito regolarmente ora staremmo festeggiando anche noi.

Ciò che mi appare strano è il perché una Società sportiva con 110 anni di storia, in una città, indubbiamente importante come Orvieto non sia supportata e incentivata a crescere e puntare sempre più in alto dalla locale Amministrazione e dagli stessi cittadini. Quest'anno, dal mio modesto punto di vista, la squadra costruita ha dato prova d’essere ottima e competitiva. Non era provvista di un budget stratosferico, ma la base era ottima e non avrebbe sfigurato neanche in D.
Peccato ascoltare le parole di un presidente demoralizzato, vedere un mister e un direttore sportivo andarsene. La vita è fatta anche di sogni e ambizioni, che rappresenterebbero un vanto in più per questa splendida città.
A Roma, si dice:
"Chi c'ha er pane, nun c'ha li denti e chi c'ha li denti nun c'ha er pane".
Spero che, chi può, se ne accorga presto.

Per me, ad ogni modo, quello trascorso a Orvieto rimarrà un anno da ricordare per esperienze e conoscenze professionali.
Ringrazio chi mi ha sostenuto e "sopportato", iniziando dal Presidente, Roberto Biagioli, i Mister Fiorucci e Ciccone, i preparatori dei portieri, Vasco Di Domenico e Giacomo Massetti, il preparatore atletico, Jacopo Cappelletti, e tutti quelli che lavorano nel backstage. Un abbraccio a Irene Biancarini e al Ds. Capretti che, più di ogni altro, mi ha voluto qui.
Spero di aver lasciato un buon ricordo.
Grazie e Arrivederci
Davide Beccaceci

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