Tutti conoscono Tullio Campagnolo come l'inventore del cambio della bicicletta. Ma è un'attribuzione impropria, visto che il primo a inventare quello che poi sarebbe diventato il moderno cambio della bicicletta fu il ternano, anzi piedilucano, Enea Armeni.

Nell'officina del padre, che all'epoca si chiamavano "botteghe artigiane" l'eclettico Enea Armeni, creativo artigiano e imprenditore, con la passione tra le altre anche per la musica, mise appunto nel 1928 il primo e innovativo sistema per cambiare le marce della bicicletta. "La prima bicicletta la costruì artigianalmente con i pezzi rimediati da un falegname che aveva l'officina sotto casa sua, poi divenne un corridore amatoriale e proprio lungo le strade bianche e in particolare nelle salite da Terni a Marmore che erano particolarmente aspre e faticose cominciò a pensare a questa invenzione" racconta la figlia Maria Armeni seduta accanto al Delegato del Coni di Terni, Stefano Lupi, nella conferenza stampa di presentazione della seconda edizione della Granfondo Aics di ciclismo che si terrà domenica proprio a Piediluco e che vedrà, tra gli altri premi ai vincitori, anche una targa dedicata proprio alla sua memoria.

Un'invenzione straordinaria se pensiamo che all'epoca per cambiare bisognava smontare la ruota e rimontarla al contrario. Ma l'eclettico Enea Armeni, grazie alla piccola fonderia che aveva dentro l'officina del padre e grazie soprattutto al suo ingegno, pensò a un sistema basato su un semplicissimo e comodo pulsante. Solo due anni dopo, nel 1930, il vicentino Campagnolo depositò il brevetto del progetto basato sulla leva che poi rimase nell'immaginario collettivo come il primo cambio per la bicicletta. "Papà si dedicò ad altri progetti, andò a lavorare in Africa e non ebbe mai l'ambizione di rivendicare la sua invenzione" spiega la signora Maria. Invenzione che però è dimostrata dai documenti depositati presso l'Archivio di Stato e che portano la data e le relative firme dell'allora (nel 1928) Ministero dell'Economia Nazionale e successivamente (dal 1930) Ministero delle Corporazioni. Una storia sbalorditiva e ai più sconosciuta che rende merito all'ingegno di un grande ternano.

ALTRI ARTICOLI

CERCA NEL SITO

ULTIME GARE DISPUTATE