Il decreto "Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese", approvato nel 2018 e meglio conosciuto come Decreto Dignità, non è direttamente connesso al calcio. Tuttavia, esso ha avuto un impatto significativo sulle squadre della serie A e sui loro introiti.

Il terzo capo del Decreto, infatti, si intitola proprio "Misure per il contrasto del disturbo del gioco d'azzardo" e prevede l'abolizione delle pubblicità di casinò e altri operatori del settore in tutti i media, incluse le sponsorizzazioni sportive.

Con l'entrata in vigore del Decreto Dignità, la serie A ha perso 100 milioni di euro, una somma considerevole se si considerano tutti i costi che una società devono affrontare ogni anno, non solo in termini di compravendite, ma anche in termini logistici per gli stadi, e organizzativi per gli spostamenti, il personale ecc.

Questo ha penalizzato maggiormente le piccole squadre, magari appena promosse, che sebbene ricevessero minori introiti rispetto alle big, potevano comunque alleggerire le proprie spese gestionali. Basti pensare che in Inghilterra il 50% delle squadre di Premier League gode di sponsorizzazioni di società di gioco d'azzardo, e la Championship (la serie B inglese) vede tale percentuale essere persino superiore.

Main sponsor, i matrimoni finiti

Vi sono alcuni casi eclatanti, di contratti da main sponsor terminati per via del decreto dignità. Tra le squadre che hanno dovuto rivedere completamente le proprie sponsorizzazioni vi è stato il Milan, che nei 10 anni precedenti ha avuto come main sponsor Bwin del Milan, anche con tanto di marchio sulla maglia. Il rapporto tra Bwin e Milan già dal primo anno partì con 10 milioni annui più un bonus fino al 50% per i risultati. Il valore della sponsorizzazione è cresciuto nel corso degli anni.

Tra i rapporti di main sponsor terminati per il Decreto Dignità vi sono stati anche quelli del Genoa e del Palermo, Altre sponsorizzazioni importanti terminate sono state quelle con la Roma (Betway, con 4,5 milioni annui), Lazio (Marathonbet con 5 milioni, più altri da Sportpesa).

La fuga all'estero e i risultati discutibili

Il Decreto Dignità ha di fatto dato il via alla fuga all'estero per la richiesta di sponsorizzazioni. Infatti prima ancora dell'entrata in vigore del decreto decreto, alcuni club si sono rivolti all'estero avviando accordi con operatori di gioco d'azzardo operanti in altri paesi. Esempi sono stati il Bologna che si è accordato con Jbo (per una partnership per l'Asia), la Juventus con 10Bet (operante a Malta e in nord Europa), la Roma con Awcbet.com (come betting partner per l'Asia).

A questo si aggiungono anche i risultati complessivi della messa in vigore del Decreto Dignità, che come afferma Luigi Conti, esperto per il sito di roulette roulette-on-line.it, non hanno intaccato le entrate del gioco d'azzardo, che sono tornate ai livelli del 2019 non appena terminati i lunghi periodi di lockdown per le attività commerciali e soprattutto per le sale scommesse e VLT.

Cosa accadrà in futuro?

Considerando che gli introiti del settore del gioco d'azzardo sono intonsi, c'è da chiedersi quanto stia di fatto funzionando il Decreto Dignità. Senza di esso sarebbero state ancora di più? Nessuno può saperlo. Ciò che è oggettivo, invece, è che un calo drastico non c'è stato, se non quello dei bilanci delle squadre di serie A che sono per questo diventate ancor più dipendenti dai diritti televisivi.

Anche per questo motivo, le squadre di serie A si augurano di poter riottenere sponsorizzazioni di grandi società che garantiscono delle entrate sicure annuali, importanti per far quadrare i bilanci periodici, come richiesto dalle regolamentazioni calcistiche.

L'instabilità di governo e l'arrivo di nuove legislature potrebbe cambiare tale situazione, a livello ipotetico.

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