"Affidamento diretto illegittimo e operazione non sostenibile". Il progetto stadio-clinica finisce nel mirino dell'Autorità nazionale anticorruzione. La notizia riportata da Terni Today evidenzia la bocciatura dell'ANAC sull'operazione da 118 milioni di euro promossa dalla Ternana Calcio e affidata dal Comune di Terni alla società Stadium. "Era necessaria una gara pubblica" scrive il Consiglio guidato dal Presidente Giuseppe Busia, smontando l'impalcatura amministrativa e finanziaria costruita dal Comune e contestando sia il piano economico-finanziario che il ruolo della clinica privata nella sostenibilità dell'intervento.

Paradossalmente, il ricorso della Regione Umbria al Tar contro la delibera comunale su cui si fondava il progetto stadio-clinica - che è stato al centro di aspre critiche e accuse reciproche - potrebbe aver salvato lo stadio Liberati. Se infatti i lavori di demolizione avessero preso il via, un eventuale intervento della Magistratura a seguito dei profili di criticità rilevati dall'Autorità nazionale anticorruzione, avrebbe rischiato di congelare il cantiere, lasciando la città con un impianto sventrato e bloccato a tempo indeterminato.

Il quadro generale del progetto stadio-clinica

Il progetto per la riqualificazione, demolizione e ricostruzione dello stadio Libero Liberati - dal valore complessivo di 118 milioni di euro (di cui circa 41,9 milioni destinati all'esecuzione dei lavori) - prevedeva l'assegnazione della gestione dell'impianto sportivo e delle relative aree commerciali per 44 anni alla società di scopo Stadium S.p.A., promossa dalla Ternana Calcio. Il pilastro economico-finanziario dell'intera iniziativa poggiava sulla contestuale realizzazione di un'opera privata: una clinica medica privata da edificare nell'area di Ternanello, dotata di 80 posti letto da convenzionare con il Servizio Sanitario Regionale. I ricavi generati dall'attività sanitaria e dalla cessione del ramo d'azienda — stimati nel Piano Economico-Finanziario in 14 milioni di euro di plusvalore e circa 1,975 milioni di euro annui di canone di locazione — costituivano la fonte primaria indispensabile per ripagare la costruzione dello stadio pubblico.

La Delibera ANAC n. 434 del 28 ottobre 2026

A seguito di un procedimento di vigilanza avviato ad inizio anno, il Consiglio dell'ANAC guidato dal Presidente Giuseppe Busia smonta l'impalcatura amministrativa e finanziaria dell'operazione da 118 milioni di euro per la riqualificazione dello stadio Liberati, dichiarando il progetto insostenibile e illegittimo l'affidamento diretto in quanto le semplificazioni della Legge Stadi non esentano il Comune dall'obbligo di indire una gara pubblica ad evidenza europea.

Illegittimità dell'affidamento diretto

Il Comune di Terni aveva disposto l'affidamento diretto dell'opera alla società proponente richiamando l'articolo 4, comma 12 del D.Lgs. n. 38/2021 (Legge Stadi). L'ANAC ha chiarito che tale interpretazione è manifestamente errata: le semplificazioni della Legge Stadi consentono alle società sportive entrate in possesso della concessione di affidare liberamente i soli lavori a valle, ma non esimono l'amministrazione comunale dall'obbligo di indire una gara pubblica ad evidenza europea sul progetto definitivo. L'assegnazione diretta di un contratto dal valore superiore alle soglie comunitarie è stata dunque formalmente dichiarata illegittima.

Il PEF e il nesso con la clinica privata

L'ANAC ha sottolineato come la sostenibilità finanziaria dell'operazione sia stata ancorata a un evento "futuro e incerto": il convenzionamento sanitario della clinica. La Direzione Regionale Salute e Welfare dell'Umbria aveva espresso netto dissenso fin dalla Conferenza di Servizi del 2022, evidenziando che la struttura non rientrava nella programmazione sanitaria regionale. Il quadro è stato definitivamente sigillato dalla sentenza del TAR Umbria n. 125/2026 (passata in giudicato), che ha annullato la determina dirigenziale del Comune n. 2088/2025 usata come titolo abilitativo edilizio. Il TAR ha accertato che il progetto dello stadio poteva dirsi approvato solo a condizione che venisse espunta la clinica. Con l'annullamento della determina comunale è caduto anche il presupposto giuridico della convenzione stipulata il 1° agosto 2025 tra il Comune e Stadium S.p.A., rendendo l'intero PEF privo di equilibrio e del tutto irrealizzabile.

Agevolazioni indebite e omissione dei rischi

L'istruttoria dell'ANAC ha messo in luce ulteriori criticità economico-finanziarie:

Contributo pubblico indiretto non quantificato: la concessione gratuita del diritto di superficie per 44 anni e le esenzioni dagli oneri di urbanizzazione e dalle imposte immobiliari e pubblicitarie costituiscono un beneficio certo per il privato che non è stato propriamente valorizzato nei documenti finanziari.

Diritto di riscatto illegittimo: la possibilità concessa al privato di riscattare la proprietà delle aree pubbliche a fine concessione è stata giudicata priva di copertura normativa e idonea a generare un "extra profitto" ingiustificato.

Assenza della matrice dei rischi: l'assenza di questo documento essenziale impedisce di verificare la reale allocazione dei rischi operativi tra la parte pubblica e il concessionario privato.

Instabilità del concessionario: l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale a carico della Ternana Calcio ha ulteriormente compromesso i requisiti economico-patrimoniali del soggetto proponente.

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