La prima finale è andata. La Ternana che vince 3-1 a Rieti all'esordio in campionato regala ai tifosi, giunti in massa nella vicina cittadina laziale, la gioia dei primi tre punti. E regala allo stesso tempo a Bandecchi, Leone e Gallo la consapevolezza che la strada intrapresa è quella giusta. L'abbraccio finale della squadra con gli oltre 2500 tifosi giunti da Terni non poteva escludere chi la squadra l'ha costruita.



La scelta degli abbonamenti a prezzi popolari ha portato ad una risposta importante da parte della tifoseria ma è chiaro che per trascinare di volta in volta i 12.000 circa abbonati allo stadio sarà necessario ogni partita vincere ma soprattutto convincere. Ecco perchè mai come in questo campionato, reso ancora più complicato ma al tempo stesso affascinante dalla collocazione nel girone meridionale, la sensazione è quella di avere davanti 38 finali. Trentotto partite in cui la squadra, per continuare a meritarsi tanta fiducia e tanto seguito da parte del pubblico, dovrà mostrare ferocia, determinazione e impegno che onori la maglia. Se poi verranno il gioco e le vittorie, ovviamente, tanto di guadagnato.



Per questo Bandecchi a fine partita ha voluto lasciare il proscenio a Leone, colui che ha costruito una squadra con logica e raziocinio. Giocatori giusti nei ruoli chiave come quelli di playmaker e centravanti, esterni che spingono, centrocampisti che palleggiano, specialisti dei calci piazzati. In poche parole talento, imprevidiblità, ma soprattutto spirito di appartenenza. Questi i criteri che hanno mosso il ds sul mercato (che chiude il 2 settembre) e che di conseguenza la squadra esprime sul campo. Così pubblico e squadra rinsaldano l'antico legame, rinnovando una passione che non è mai morta anche se è stata messa a dura prova dalle delusioni delle ultime due stagioni. Ma il tifo rossoverde è capace di improvvisi risvegli e commoventi testimonianze d'amore. Come lo striscione esibito per Pasquale Cunzi una settimana fa per il match di Coppa Italia e quello che ieri gli ultras della Nord hanno dedicato al terzo anniversario del terribile terremoto che ha sconvolto Amatrice.



Un altro anniversario, decisamente più piacevole, verrà celebrato domenica 1 settembre al Liberati per la prima casalinga contro il Potenza. I 50 anni dall'inaugurazione dello stadio Liberati, impianto a cui tutti i ternani sono affezionati, celano però una contraddizione che è parsa evidente a chi ha seguito la squadra ieri a Rieti. Ovvero la necessità di uno stadio più moderno e funzionale, proprio come quello di Rieti. Che sarà meno capiente del Liberati ma che gli stessi tifosi della Ternana hanno riconosciuto che potrebbe rappresentare un quid in più non solo in termini di comodità per gli stessi supporters ma anche più congeniale a spingere la squadra. Se discorsi di questo genere si possono fare è solo perchè l'entuasiasmo nato nuovamente intorno alla Ternana lo permette. E lo permette anche aver vinto in modo convincente la prima di 38 finali. Domenica prossima al Liberati la seconda finale contro il Potenza. Per continuare a farsi travolgere dall'entusiasmo e sognare.




foto Alberto Mirimao da ternanacalcio.com

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