Giornate difficili per Lorenzo Barone, il viaggiatore solitario di San Gemini che sta attraversando l'Islanda con sci e slitta in completa solutidine. Un viaggio di 400 chilometri iniziato 20 giorni fa che il 24enne sta affrontando tra tempeste di vento e temperature molto sotto lo zero. Negli ultimi due giorno, racconta Lorenzo, il meteo è cambiato ed ha iniziato a nevicare. La visuale si era ridotta a poche decine di metri e Barone non aveva più nessun punto di riferimento. Così Barone si è accampato circondato da un paesaggio stupendo in totale tranquillità ma conoscendo il clima islandese aveva comunque fissato la tenda per affrontare l'arrivo di un eventuale tempesta. "Al mio risveglio ho aperto la zip ed ho guardato fuori - scrive sui social dove tiene aggiornati, connessione permettendo, i suoi tantissimi follower - il vento era abbastanza forte, nevicava e non riuscivo a vedere assolutamente nulla, era come essere chiuso in una stanza al buio, dove al posto dell'oscurità c'era il bianco. Speravo di dover attendere solo qualche ora per un miglioramento ma al contrario la situazione stava precipitando ed ho subito creato un muro di protezione con dei blocchi di neve compatta. Credevo che i problemi fossero finiti e mi sono chiuso nel sacco a pelo per qualche ora. Prima del tramonto volevo uscire a controllare la situazione, ma mi sono reso conto che si era formata una parete di neve alta quasi due metri di fronte alla "porta" ed ho dovuto usare la pala per farmi spazio e uscire. Il vento era ormai fortissimo e le precipitazioni aumentavano, iniziava la tempesta. Mi sono ricordato di quando nel 2016 mentre giravo l'islanda in bicicletta ero stato ospite di una famiglia che mi aveva detto che in una sola notte la neve gli aveva sommerso il trattore. Per un attimo ho provato paura, poi mi sono detto "Ok, qui si fa sul serio, ma non è una valanga, non sto precipitando in un crepaccio, devo gestire la situazione e il finale dipende solo da me". Ho cominciato rapidamente a fare dei blocchi rinforzando il muro e dopo circa due ore di lavoro ero finalmente al sicuro. Ho passato tre giorni bloccato in tenda nella tempesta ma ero tranquillo, era tutto sotto controllo ed avevo solo due problemi, dovevo razionare le scorte di cibo perché erano quasi terminate e dovevo uscire a spalare, anche in piena notte, per non venire seppellito vivo dalla neve". La sera per montare la tenda ci ha messo oltre un'ora, spiega in un altro post. Mentre spalava la neve, il vento ne portava altra che sorvolando il terreno ricopriva subito tutto. Barone ha dovuto quindi creare dei blocchi da usare come protezione ai lati, scavando nella neve compatta.

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