“Questa mattina ho inviato una mail alla presidente della 2° commissione chiedendole di audire quanto prima i vertici della Ternana. Il ruolo della Ternana nella vicenda stadio – dichiara in una nota il capogruppo del Pd Francesco Filipponi – non è una vicenda che può essere dipanata tra lettere aperte, scambi di accuse mezzo stampa, richieste esplicitate e non. La vicenda dello stadio e del ruolo della Ternana nel rilancio della struttura sportiva e di tutta l’area adiacente è materia delle sedi istituzionali. Un contesto normativo che ho ben presente, in quanto nella scorsa legislatura fu io come consigliere comunale ad essere relatore in consiglio della convenzione tra Comune e Ternana Calcio.

Non abbiamo nulla da eccepire sul fatto che il presidente della Ternana si confronti con la massima autorità cittadina che fino a prova contraria non è l’assessore regionale alle infrastrutture ma il sindaco eletto dalla maggioranza dei Ternani, che a quanto ci risulta corrisponde al nome di Leonardo Latini. Siamo meno convinti appunto che nel confronto intervengano altre figure, comunque noi chiediamo che siano le istituzioni cittadine a trattare la questione, la commissione sport in prima battuta e a seguire quella che si occupa di temi urbanistici. Il progetto di Bandecchi, prima di essere giudicato, va conosciuto. Oggi non c’è neanche un progetto di massima, non risulta un confronto istituzionale, ma solo parole da una parte e dall’altra. Terni merita chiarezza e conoscenza, soprattutto su un tema molto importante come lo stadio – una struttura che necessita oggettivamente di interventi cospicui, che ha costi di manutenzione rilevanti – ed identitaria come la prima squadra di calcio cittadina. La cittadinanza, in particolare la tifoseria, sta seguendo con grande attenzione la vicenda e questo è questo elemento di coinvolgimento civico non va assolutamente mortificato.

Chiediamo che il presidente Bandecchi in commissione parli di quello che vorrebbe fare, compreso degli interventi compensativi per sostenere il costo dell’operazione, interventi previsti dalle legge nazionale ma che comunque devono essere vagliati e approvati dalla comunità locale. L’amministrazione comunale sia altrettanto chiara sui costi di cessione dell’attuale struttura. Ancora di più sia trasparente su eventuali strutture sanitarie private. Nessuna preclusione ideologica ma tutto deve avvenire in un contesto programmatorio che veda la centralità delle strutture pubbliche, ad iniziare dal Santa Maria polo di alta specializzazione".

"Nello scambio di lettere aperte di questi giorni - conclude Francesco Filipponi - c’è un aspetto rilevante: è elemento importante comprendere se la clinica privata che si vuole realizzare sia in seguito convenzionata o meno con la regione. Capire la portata dei servizi sanitari, i loro costi, la ricaduta dei medesimi sono elementi essenziali. Ripeto nessuna preclusione, massima serenità su un confronto trasparente su posizioni altrettanto trasparenti”.

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