Un pezzo di strada percorsa insieme come Allieva e Maestro e poi le carriere che divergono. Ma le strade di Elena Ferracuti e Alessandro Bartoli tornano a incrociarsi sulle pedane di Casablanca, sede dal 15 al 18 ottobre della prima tappa di Coppa del Mondo di spada della nuova stagione.

La spadista nata a Fermo e cresciuta nel Circolo Scherma Terni, con cui è stata tesserata fino al 31 agosto scorso, debutterà con la nazionale greca dopo aver ottenuto la cittadinanza ellenica al termine di un epico viaggio alla scoperta delle proprie radici famigliari cominciato dieci anni fa insieme al padre, oggi scomparso, e che l'ha portata fino all'isola di Icaria, terra della bisnonna che portava il suo stesso nome. Alessandro Bartoli, maestro narnese anche lui per tanti anni al Circolo Scherma Terni, da un anno lavora con la federazione tedesca che dopo averlo ingaggiato per allenare le giovanili, gli ha da poco affidato la nazionale olimpica che punta dritto a Los Angeles 2028.

Un nuovo incontro e un nuovo inizio per entrambi. Elena Ferracuti e Alessandro Bartoli si ritrovano a Casablanca ma stavolta su opposti schieramenti: la prima all'esordio con la Grecia. Il secondo come ct della nazionale di spada maschile tedesca fresco di rinnovo del contratto. Li abbiamo messi per una volta ancora a confronto per la classica intervista doppia.

Partendo da questa prima tappa di Coppa del Mondo, quali sono gli obietti?

Elena Ferracuti: "Mi piace guardare un po' più in là: punto alle Olimpiadi di Brisbane 2032. Poi certo, se riuscissi a fare l'esperienza di Los Angeles non potrei certo dirmi scontenta. So di avere ancora molta strada da fare ma penso di essere finalmente nelle condizioni migliori per provarci"

Alessandro Bartoli: "L'obiettivo principale resta la qualificazione alle Olimpiadi 2028 ma gli obiettivi più a breve termine sono quelli di dare continuità alle performance degli atleti e alla creazione di un gruppo qualitativamente forte"

Cosa ti porti dietro della tua passata esperienza in questa nuova avventura in giro per il mondo?

Elena Ferracuti: "Nella nazionale italiana e in Italia in generale ho imparato il valore dell'impegno, ma anche della valorizzazione della persona in tutte le sue sfaccettature: prima che essere un'atleta sono una ragazza di ventisei anni"

Alessandro Bartoli: "Dal Circolo Scherma Terni ho ereditato la capacità di lavorare a 360 gradi e la consapevolezza che senza un gruppo affiatato di atleti, tecnici e collaboratori non si raggiunge alcun risultato. La scherma non è fatta solo di pedana e valori tecnici ma di sensibilità e capacità di programmare"

Che effetto fa ritrovarsi in Coppa del Mondo difendendo i colori di una nazionale diversa?

Elena Ferracuti: "E' fantastico. Essere qui a provare la qualifica olimpica è quello che ho e abbiamo sognato e per cui abbiamo lavorato, insieme e individualmente. Sono felice che condividiamo questa esperienza: penso che siamo dove ci meritiamo di essere ed esserci arrivati supportandoci a vicenda rende tutto ancora più speciale. Poi non devo neanche preoccuparmi di trovarlo al fondo pedana opposto al mio: per fortuna guida i ragazzi"

Alessandro Bartoli: "E' veramente strano. Ma credo che Elena ed io siamo due privilegiati che però hanno saputo lavorare ed investire risorse e professionalità per fare dello sport la propria professione. A Elena devo molto: mi ha permesso di affacciarmi al panorama internazionale ed è sempre stato, il nostro, un rapporto dialogico ed arricchente. Ci siamo aiutati a vicenda a crescere e andare oltre"

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