"L'Unicusano è stato l'unico soggetto, senza alcun tentennamento, ad accettare le condizioni" scriveva ieri l'avvocato Proietti. A quanto risulta a Sporterni già ieri a ora di pranzo la trattativa era ai dettagli tanto che, insieme alla firma prevista domani, vanno avanti le pratiche per l'iscrizione al campionato.

Ma quali sono le condizioni che Unicusano avrebbe accettato "senza alcun tentennamento" a differenza degli altri pretendenti (Piero Camilli e il gruppo Intergea) che avevano manifestato il loro interesse a rilevare la Ternana? Anzitutto il fatto che a essere rilevate per il momento sono soltanto le quote in capo a Edoardo Longarini che sono pari al 42,74% del pacchetto azionario della Ternana Calcio. Il restante 57,26% è come noto della Sviluppo Editoriale di cui il 51% sotto sequestro del custode giudiziario Costantino Franci e il 49% della Esperia Servizi Fiduciari, a sua volta in mano al 100% alla Banca Esperia Servizi Fiduciari.

"Anche per il passaggio delle altre azioni è già stato individuato un percorso condiviso" scriveva sempre l'avvocato Proietti nel comunicato di ieri mattina per conto della famiglia Longarini. Il percorso condiviso consiste in sostanza nell'impegno da parte della famiglia di cedere a Unicusano entro 2 anni le quote della Fiduciaria milanese. Poi c'è il capitolo delle quote sequestrate che solo Edoardo Longarini può liberare e per le quali, a quanto risulta alla redazione di Sporterni, il costruttore di Tolentino avrebbe già avanzato un'offerta al Tribunale di Roma. In sostanza, l'Unicusano Ternana sarà così composta al 43% dall'ateneo telematico del patron Bandecchi, al 30% dalle quote sotto sequestro (che solo Edoardo Longarini può riscattare) e al 27% dalla Fiduciaria milanese. "Della transattiva delle quote sequestrate non posso parlare - conferma l'avvocato Proietti a Sporterni - quello che posso dirle è che stiamo assumendo impegni per i quali Edoardo Longarini sia in grado di consegnare l'intero pacchetto azionario entro due anni o magari anche prima. Gli strumenti tecnici attraverso i quali ci arriveremo sono di carattere interno e possono essere di varie tipologie, fra cui in astratto anche la transazione o la definizione di tipo giudiziario che è prossima".

Tra le condizioni richieste dalla famiglia Longarini in nome della responsabilità in solido c'era anche la disponibilità economica di 3 milioni di euro all'anno per almeno 2 anni, in modo da garantire uno standard di gestione simile a quello portato avanti nelle ultime stagioni. Un impegno che, a queste condizioni, potrebbe aver fatto allontanare sia Camilli che Intergea. Non l'Unicusano che come confermato da più parti ha evidentemente un feeling particolare con la famiglia Longarini. Una reciproca fiducia che va oltre agli accordi sugli aspetti tecnici e burocratici che naturalmente i rispettivi professionisti da ambo le parti stanno mettendo in queste ore nero su bianco. Tra gli accordi e le clausole di un contratto lungo e complicato dovrebbe esserci la garanzia per l'Unicusano - che di fatto sarebbe socio di maggioranza solo relativa - di poter avere mano libera nella gestione e nell'approvazione del bilancio.

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