Stadio e clinica, ma anche nuovo ospedale di Terni e Città della salute sono approdati in consiglio regionale. La Regione ha approvato la mozione di Thomas De Luca (M5S) sul Liberati dopo una modifica al testo nel punto che riguardava la redistribuzione dei posti letto convenzionati, necessaria per far passare l'atto. Approvata anche la risoluzione sul "Rafforzamento della rete ospedaliera e dei servizi sanitari del ternano" di iniziativa dei consiglieri della Lega a cui si sono aggiunti anche i consiglieri di minoranza. Discussione e voto senza la presidente Tesei che esce dall'aula e senza l'assessore Coletto, assente.

Palazzo Cesaroni ha approvato all'unanimità la mozione di Thomas De Luca (M5S) relativa alla costruzione del nuovo stadio Liberati di Terni, ma dal testo è uscito il nodo sulla convenzione dei posti letto ed è stata inserita la richiesta di audizione di Bandecchi in commissione regionale. Nello specifico il testo votato "impegna la presidente e la giunta regionale ad esprimere convintamente posizione politica favorevole alla realizzazione del nuovo stadio di Terni e ad intraprendere un percorso volto a programmare audizioni presso la Terza commissione, alla presenza degli assessori competenti, di soggetti istituzionali e del proponente del progetto, in merito all'iter che si intende seguire per la costruzione del nuovo stadio".

La modifica del testo, spiega De Luca, era l'unico modo per far passare l'atto: "L'approvazione di questa mozione, modificata su spinta della maggioranza nel punto che riguardava la redistribuzione dei posti letto convenzionati in ottica di equità territoriale, tra chi ci intimava di rimandarla in commissione e chi usciva dall'aula per far cadere il numero legale, è una vittoria parziale. Da come si sono comportati diversi consiglieri è chiaro che questo progetto di rilancio per Terni ha tanti nemici. L'approvazione della mozione è un passo importante, ma la strada è in salita. In tanti al mio posto canterebbero vittoria portando a casa questo risultato. Io non me la sento di prendere in giro i ternani. Avrei voluto vedere un impegno più netto e chiaro da parte di tutta l'assemblea regionale. A cominciare dall'assessore Coletto e dalla presidente Tesei che hanno disertato l'aula".

L'assemblea legislativa dell'Umbria aveva in precedenza approvato all'unanimità la proposta di risoluzione sul "Rafforzamento della rete ospedaliera e dei servizi sanitari del ternano", di iniziativa dei consiglieri Daniele Carissimi, Enrico Melasecche, Francesca Peppucci, Eugenio Rondini (Lega), Eleonora Pace (FdI), cui si sono aggiunti, dopo averla emendata, anche i consiglieri Fabio Paparelli, Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni (Pd), Vincenzo Bianconi (Misto), Thomas De Luca (M5S) e i consiglieri della Lega Stefano Pastorelli e Paola Fioroni. Nel testo, a proposito di accordi tra le ASL e i soggetti privati, si parla di "procedure comparative" e di "particolare attenzione alle aree interne".

L'atto di indirizzo impegna la giunta regionale ad "inserire la costruzione del nuovo ospedale di Terni ad alta specialità di capienza di almeno 500/600 posti letto all'interno del redigendo Piano sanitario regionale e di provvedere alla sua realizzazione attivando senza ritardo l'iter progettuale e amministrativo; a dare immediato avvio alla realizzazione della Città della Salute, allocandoci anche ulteriori servizi come il 118 e la sede di associazioni di volontariato attive nel mondo del soccorso sanitario; a mantenere e rafforzare i due Dipartimenti di igiene e prevenzione delle due ASL, al fine di potenziare la medicina di territorio; ad adottare, previa adeguata partecipazione, un Piano sanitario regionale che tenga conto della necessità di rafforzare la medicina di territorio, la sanità pubblica e l'offerta della AO di Terni, consentendo alle ASL di programmare l'offerta pubblica e privata secondo i bisogni reali dei cittadini; a dare seguito altresì alla DGR 1516/2018 che prevede per gli accordi tra le ASL e i soggetti privati, procedure comparative, in base alle effettive necessità di salute, tenendo conto della sanità post COVID e in modo da assicurare a tutti i cittadini e territori umbri, con particolare attenzione alle aree interne, in maniera equilibrata, le necessarie prestazioni di cui hanno bisogno in una logica di prossimità".

Enrico Melasecche (Lega) parla di giornata storica: "Grazie a due atti votati entrambi all'unanimitá dal consiglio regionale le quattro sfide per Terni fanno importanti passi avanti. Un complesso lavoro politico ha portato a questo risultato importante. L'Umbria dimostra in questo modo saggezza e lungimiranza. Sui due atti che interessavano la provincia di Terni non c'è stata divisione fra destra e sinistra, fra Perugia e Terni. Una linea intelligente che consolida la coesione regionale verso traguardi importanti per tutti".

Storico risultato secondo Daniele Carissimi (Lega): "Sono enormemente soddisfatto per il grande risultato appena ottenuto con la mia iniziativa di cui sono stato primo firmatario sul rafforzamento della rete ospedaliera e dei servizi sanitari del Ternano, trasformata in una risoluzione firmata successivamente da altri Consiglieri di maggioranza e opposizione. Un lavoro incessante e instancabile durato mesi è stato ripagato dall’adesione dell’intera aula ai contenuti del nostro provvedimento che stravolgerà la sanità della città di Terni".

Fabio Paparelli (Pd) rimarca l'importanza di prevedere un ospedale di alta specialità e con un numero di posti letto superiore a quello attuale, rafforzando così l'offerta pubblica sulla conca ternana: "A differenza della destra, che nella scorsa seduta ha bocciato la mozione sull’assetto della sanità nella provincia di Terni e sul nuovo ospedale, solo perché presentata dal Partito democratico, oggi, il gruppo consiliare del Pd ed i gruppi di minoranza hanno votato in maniera compatta il documento di indirizzo verso la Giunta regionale volto a porre in essere atti concreti immediati nella direzione della costruzione del nuovo ospedale di Terni, dopo il fallito annuncio di inserirlo nel Recovery plan regionale".

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